È notte fonda, sono sola sul ponte che aspetto di sfornare una torta di mele per la colazione di domani.

 

Gli altri dormono e un leggero ronfare che sale dal tambuccio sembra il respiro stesso di Best addormentata sull’acqua liscia, ma certo non immobile, anzi, traboccante di vita. 

 

Il cielo sopra di me è così pieno di stelle che persino quelle più luminose devono competere con lo spolverio d’argento di innumerevoli altre luci per il loro angolo nel velluto scuro della notte. 

 

Accendo una sigaretta e per un attimo il minuscolo fuocherello del fiammifero mi acceca, poi gli occhi si abituano di nuovo, ogni tanto un tonfo interrompe il filo dei miei pensieri. Dal rumore si intuisce un pellicano a pesca di uno spuntino notturno. Non è difficile individuare il pesce nell’acqua. 

 

La bioluminescenza è così forte che i pesci intorno allo scafo sembrano scie di fuochi artificiali, uno spettacolo pirotecnico rovesciato. Ogni tanto un guizzo collettivo illumina la notte come un’aurora boreale e all’improvviso un respiro potente e un grosso fantasma fosforescente che scivola via mi rivela la presenza di altri commensali, quasi certamente un leone di mare attratto anch’esso dalla possibilità di un pasto abbondante e fuori orario.

 

Momenti perfetti che si inanellano lungo lo scorrere del tempo in questo posto sospeso e straordinario, che mi ricorda le Galapagos per l’abbondanza di vita, ma ha ancora l’innocenza primitiva della natura avvicinata in punta di piedi. 

 

Siamo ancorati a sud dell’isola di Tiburon, siamo giunti qui attraverso i feeding grounds delle balenottere, circondati da decine di soffi e scortati dalle evoluzioni dei delfini che arrivavano da ogni parte. Soli, unici spettatori privilegiati delle incredibili picchiate delle sule e dei tuffi dei pellicani      

 

Per contatti e prenotazioni, quelli di Best Explorer restano come sempre raggiungibili via email all’indirizzo [email protected]

 

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