l viaggio alle Fiji non è finito, ci sono ancora molte cosa da raccontare e da scoprire. Ci eravamo lasciati tra acque cristalline e pesci colorati, ma la nostra avventura continua.

Le Fiji non possono essere definite eccessivamente popolose. Molte sono le isole totalmente deserte. Il turismo (soprattutto Neozelandese e Australiano) ha però generato un certo numero di strutture turistiche sparse per l’arcipelago, la maggior parte delle quali piuttosto spartane, ma non mostra ancora segni di un’esplosione incontrollata. Piccoli villaggi di bungalows, poco diversi dalle locali capanne, funzionano come ostelli per backpackers o alberghi a gestione locale, spesso di proprietà del capo villaggio/capo isola o della sua famiglia. Quando ci si ferma alla fonda vicino a un villaggio, il galateo locale richiede una visita di cortesia al capo, la presentazione di un piccolo dono (tradizionalmente il dono è un pacchetto di polvere di radice di CAVA macinata, che viene utilizzata per produrre una bevanda leggerissimamente ipnotica) e la richiesta di cortese concessione dell’autorizzazione a rimanere.

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Appena meno piacevole, ma certo più pittoresco, nella casistica degli eventi mondani a cui abbiamo avuto occasione di assistere, è l’invito alla condivisione del dono in un Cava Party (a cui non è proprio carino negarsi né farsi sostituire), perché la Cava ha sicuramente un effetto soporifero così blando che evidentemente se ne deve bere moltissima prima di riuscire a risentirne (nessuno di noi ha rilevato alcuna sensazione), ma soprattutto ha l’aspetto, la consistenza e il sapore di un’acqua fangosa e amarognola, per nulla entusiasmante su palati viziati da Tocai e Brunello. La cucina Fijana, comunque, ha i suoi meriti e il latte di cocco si sposa splendidamente con pesce, lime, riso e peperoncino. Anche se quasi certamente a pagamento, una cena tradizionale con brindisi di Cava finale è un’esperienza che vale la pena di fare, anche per aggiungere un po’ di varietà alla dieta.

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Se fossimo britannici probabilmente potremmo chiudere il capitolo cibo dicendo che non è facile trovare integrazioni alla cambusa sulle isole, ma che è possibile pescare o (molto più semplicemente) acquistare pesce dai pescatori (in qualche posto, ma non sempre) o comperare scatolame e ananas negli spacci di alcuni villaggi. Essendo italiani, ovviamente No!! Il pane si trova in pochi posti. Qualche isolano lungo il percorso può prepararne su richiesta, ma la cosa migliore, come si diceva, è panificare in barca. Lieviti e farine si approvvigionano facilmente con la cambusa principale. La pasta c’è, ma parmigiano (non fate i pidocchiosi con il grana padano….un vero parmigiano regge meglio il viaggio), olio d’oliva e caffè sono stati contributi preziosi alla cucina arrivati con noi dall’Italia. L’acqua (potabile) a bordo è ovviamente da utilizzare con criterio, nessun problema per i piatti (l’acqua di mare è pulita e il sistema pompe molto efficace), ma è meglio portarsi uno shampoo da usare con acqua di mare per la doccia e sperare in qualche acquazzone, che peraltro non manca.
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Piccolo consiglio per l’abbigliamento: siamo quasi all’equatore, ma il vento può essere fresco e può piovere. Non dimenticate K-way o ceratina e una felpina, insieme a bermudini, pareini e costumino. L’acqua, tra l’altro, non è proprio un brodo! Pinne, maschera e snorkel sono obbligatori, ma una muta leggera è consigliatissima anche per gli snorklers senza ambizioni di profondità (se è lunga, protegge anche le ginocchia dalle grattate!). Se si vuole provare l’emozione del diving esistono alcuni (pochi e carissimi) centri che mettono a disposizione attrezzatura e guide (il brevetto è un must), ma una lunga pinneggiata con maschera e boccaglio sulle intricate ramificazioni del reef non è meno entusiasmante per quantità e varietà di organismi marini.

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I voli per e da Nadi sono frequenti ma certamente impegnativi in termini di tempo e costi. Per il mese di Agosto è certamente raccomandabile prenotare con buon anticipo. Spazietto indispensabile nel bagaglio per materiale vitale quale Parmigiano e un bottigliozzo di liquido ragionevolmente alcoolico da poter essere convenientemente aperitivizzato. Le informazioni sui programmi di esplorazione nell’arcipelago delle Fiji sono reperibili come sempre sul sito www.nordovestitalia.org oppure scrivete direttamente a [email protected]

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