Atolli, atolli, atolli…piccoli come un mucchietto di sabbia o grandi anelli di “motu” (quasi isolette) coperte di palme… sparpagliati come manciate di corallo gettate a casaccio o raccolti, vicini come le perle di una collana. Eppure così bassi ed elusivi che siamo sicuri di non esserceli sognati solo quando l’orlo di corallo è a poche frazioni di miglia di distanza dalla nostra prua.

 

Va detto che la nostra rotta da Fatu Iva a Tahiti di lì passava, comunque. E non abbiamo neppure fatto uno sforzo di originalità particolarmente significativo, c’è spiaggiato il Kontiki…abbastanza prevedibile che la rotta più “spontanea” passi attraverso la costellazione di coralli delle Tuamotu…in particolare di Raroia.

 

I 5 o 6 mesi passati dal momento in cui Best ha affrontato la Pass del minuscolo atollino dotato di pista di atterraggio (da un paio di anni), non hanno sbiadito nessun dettaglio. Di per sé l’ingresso alla laguna non è niente di particolare fatto salvo il contrafforte di corallo e la necessità di divinare dalle carte di marea della zona. Un momento relativamente vicino alla “stanca” (non sono insolite correnti vicine agli 8 nodi con la loro bella lavatrice di Mascarè  – dicasi tale l’onda di corrente quando è proprio fetecchiosa).

 

b2ap3_thumbnail_marchesi-body-1.jpgSiamo ancora vicino al pontile del piccolo paese nell’ora pomeridiana della fine della scuola, con le mamme sorridenti in attesa dei pargoli su fiammanti tricicli (dall’aria assai comoda per l’unica strada di qualche chilometro che attraversa la parte abitata dell’isola), un fiore di Tiarè o di Frangipane tra i capelli nerissimi. Siamo a caccia di un po’ di frutta e verdura fresca, ma sembra impossibile procurarcene perché qui tutti hanno il loro banano, la loro papaia e certo il proprio mango….Le palme da cocco sono cariche di noci e grandi cataste di gusci svuotati testimoniano il perdurare dell’importanza della copra (pasta di cocco)nella economia locale, nonostante il dilagare degli allevamenti di ostriche perlifere. 

 

Le Tuamotu sono famose per l’abbondanza di perle nere o di un grigio azzurro metallico, a volte riscaldate da riflessi dorati, inutile dire che la relativa facilità di guadagno ha trasformato gran parte degli atolli in allevamenti, la gincana di Best tra le lunghe catene di gabbie per le ostriche ci ricorda lo slalom tra i gavitelli delle nasse da aragoste in New England.

 

Ci spostiamo con cautela dal paesino presso la pass (sul lato occidentale del cerchio di corallo) verso il ridosso più confortevole della parte est. La laguna è piena di ostacoli (allevamenti e teste di corallo), ma è facile trovare una barchetta di pescatori di perle che ci fa da guida nel labirinto e abbiamo scelto con giudizio l’ora del mattino in cui i reef semisommersi dichiarano la loro posizione attraverso le trasparenze dell’acqua turchina.

 

b2ap3_thumbnail_marchesi-body-2.jpgSoli, in silenzio, siamo ancora su un bel fondo di sabbia candida. Le palme stormiscono placidamente proteggendoci dal vento e regalandoci un nuovo approvvigionamento di noci di cocco. L’acqua è turchese, la sabbia appena rosata, intatta…Nanni, Salvatore ed io ci concediamo una piccola esplorazione prima dell’aperitivo (non scherziamo sull’Happy Hour!!). Nella luce dorata attraversiamo a piedi l’anello esterno del reef, semi-asciugato dalla bassa marea. Intorno a noi infiniti voli, infinite creature nascoste tra i sassi dell’acqua bassa, piccoli squali pinna nera che si esercitano nella caccia al pesciolino guizzando velocissimi tra le pozze. Giochi di luce, riflessi e colori di un’intensità commovente in questa solitudine ariosa.

 

Se di paradiso tropicale vogliamo parlare, questo ne è la rappresentazione più perfetta che mi venga in mente. All’ombra dei grandi ombrelli di foglie e grappoli di frutti (confesso una certa inquietudine quando si cammina sotto le noci di cocco), tutta la sabbia è coperta di nuove palme appena germogliate o già nella fase di crescita. Granchi grigio-azzurri si scostano indispettiti di fronte al nostro incedere goffo e curioso. L’acqua è di un colore soprannaturale sotto i baffi del tender intanto che torniamo a bordo, il cielo incendiato tra le nuvole degli alisei lascia il posto ad una notte di velluto, con le stelle del Sud che si affacciano, poco consuete per noi, al di sopra del bordo delle palme.

 

Mica male davvero!!! Gran peccato che ci sia concessa solo una sosta brevissima. Ci riposiamo solo un paio di giorni prima di rituffarci in Oceano verso Tahiti. Sappiamo che molto probabilmente non ci sarà un’altra volta in cui noi tre ci fermeremo in questo angolino di Polinesia, ma il mondo è grande e il mare lo accarezza tutto con il suo respiro inarrestabile (anche qualche schiaffone qualche volta ci scappa pure).

 

b2ap3_thumbnail_marchesi-body-3.jpgAlla fine è senza tristezza che Best rimette fuori il naso e si lascia alle spalle le perle e la magia di Raroia…prossima destinazione: Tahiti. Nuovi paesaggi, nuove emozioni e l’attesa sempre viva. Chi dice che il fascino dell’esplorazione si è perso? La magia è negli occhi di chi vede l’avventura ogni volta che salpiamo o che l’ancora scende sul fondo ignoto di un mare mai uguale. Forse nel nostro caso meno uguale che mai, perché non siamo che un puntino lillipuziano in mezzo ad un oceano sconfinato esattamente dall’altra parte del globo!!!

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