Una bella veleggiata di traverso con mare calmo e corrente quasi a favore ci porta da Barquerizo Moreno a Puerto Ayora, unico porto autorizzato su Santa Cruz e il centro più vivace della economia turistica dell’arcipelago. 

Siamo circondati da colori entusiasmanti, a prua una balenottera ci dà il benvenuto e costeggiamo con cautela l’isolotto di Santa Fè, dove le correnti di risalita e l’onda oceanica generano acque ribollenti che esplodono in giganteschi geyser sulle rocce nere della costa a Sud Ovest…

 

Verso tardo pomeriggio entriamo nell’arco delle scogliere che difendono (poco e male) Puerto Ayora, altri all’ancora accanto a noi… un grappino al traverso ci porta via un po’ di tempo, ma garantirà notti più tranquille. Ci giriamo per guardare il sole del tramonto illuminare le nubi fioccose dell’orizzonte e sotto di noi scivola placida una squadriglia di aquile di mare che sembrano effettivamente  volare nell’acqua smeraldina… wow!

 

La cena a bordo è un rito che richiede un po’ di tempo, ma il cibo è fantastico sotto una stellata scintillante… ci sembra di vedere persino le nubi di Magellano!! Le luci di Puerto Ayora illuminano dolcemente la riva e il ronzio dei taxi d’acqua non disturba la quiete notturna.

 

b2ap3_thumbnail_galapagos-2.jpgTra le isole dell’arcipelago, Santa Cruz è sicuramente la località dove maggiore è la concentrazione di tour operator, diving, negozietti di souvenir, ristorantini e supermercati. La strada principale che corre lungo il mare termina nel più grande centro di riproduzione delle enormi tartarughe terrestri. Sono davvero animali atavici, certo non particolarmente attivi, anche per via del peso improponibile degli enormi carapaci e soggetti a un fragile equilibrio. Grazie ai centri di riproduzione e all’interesse turistico però il numero delle vecchie signore sta aumentando regolarmente in tutte le isole e basta una passeggiata per incontrarne qualcuna addormentata all’ombra di una frasca.

 

Oltre che per le tartarughe, l’interno dell’isola di Santa Cruz merita assolutamente una esplorazione, basta prendere un taxi. Per 30$ un simpatico e ciarliero tassista vi scarrozzerà tutto il pomeriggio lungo l’unica strada verso la parte alta dell’isola, dove la piattaforma lavica della costa si copre di terra rossa e l’abbondanza di umidità alimenta una selva lussureggiante piena di piccoli fringuelli di Darwin. 

 

b2ap3_thumbnail_galapagos-3.jpgUna passeggiata intorno ai Gemelos (grandi pozzi rotondi generati dal crollo della volta di grotte vulcaniche) è un tuffo nei colori della foresta, dal verde fosforescente del fogliame al rosso dei muschi a festone e al blu porcellana del cielo, circondati dal frullo di innumerevoli ali.

 

Dove la vegetazione spontanea deve cedere alla mano dell’uomo, il paesaggio si fa più aperto e le piante di caffè crescono rigogliose. Gli isolani sono molto orgogliosi della coltivazione biologica e delle regole ambientali molto rigide e per pochi spiccioli aprono volentieri le porte ai visitatori, offrendo un buon caffè al termine di una bella passeggiata nel verde dei campi coltivati con cura e riccamente popolati di tartarughe giganti.  

 

b2ap3_thumbnail_galapagos-4.jpgPer chi invece preferisce l’emozione scuba, va segnalato che i punti di immersione normalmente proposti non sono tantissimi e non si può certo lodare la professionalità e l’organizzazione dei diving locali. Le barche e l’attrezzatura sono scarsine e i prezzi terribilmente alti. Ma l’acqua è piena di vita e non ci si può negare un tuffo, un leone di mare che ti saetta a fianco creando agitazione in un gruppo di squali di barriera che dormicchiano in corrente vale la spesa… e la distanza.

 

Concedetevi un’happy hour a base di Pisco Sour in uno dei molti baretti lungo la via principale e fermatevi a mangiare il pescado del giorno cucinato di fianco al banco del pesce, dove si cucinano e si metteono in vendita i prodotti del mare scaricati dai pescatori locali (sotto lo sguardo vigile di un folto gruppo di pellicani evidentemente interessati all’assaggio). Direttamente dall’amo alla griglia…

 

Per una nuotata veloce al limite del paese potete scegliere le spiagge di sabbia bianca e basalto nero vicino al centro di riproduzione delle tartarughe. È soprattutto un’occasione per osservare le iguane di mare (foto all’inizio) che sonnecchiano sui sassi o brucano le alghe nell’acqua bassa, per niente disturbate dai passanti ancorché armati di macchina fotografica.

 

La piccola isola di Baltra sul lato nord di Santa Cruz ospita il secondo (di due) Aeroporto delle Galapagos, mentre sulla costa nord ovest si possono visitare altre spiagge e lagune attraverso tour organizzati dalle innumerevoli agenzie.

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