Vola il tempo ed è difficile trovare il momento giusto per  prendere in mano la penna, metaforicamente parlando, e compilare un paio di paginette di aggiornamenti.

 

Non vogliatemene, ma l’attività incessante o le attrattive di quanto ci circonda mi fanno spesso dimenticare le esigenze editoriali. A dire la verità siamo già a Tahiti e questi due mesi sono davvero scivolati via tra impegni di navigazione, manutenzioni e la ricerca continua di pezzi di ricambio che sono molto difficili da procurarsi in mezzo al Pacifico.

 

b2ap3_thumbnail_isabela-2.jpgTra l’onda disordinata, le correnti un po’ ballerine e gli alisei capricciosi sono passati 25 giorni da quando Best ha mollato gli ormeggi dalle Galapagos al momento in cui l’ancora di prua è scivolata nelle acque di Atuona a Hiva Oa, isole Marchesi. Nonostante il tempo e il sovrapporsi di altre immagini e altre emozioni lungo tutto il percorso, i ricordi di Isabela restano vividi ed emozionanti come il primo istante. L’isola più grande dell’arcipelago delle Galapagos è infatti un prodigio di colori, di ambienti e di animali.

 

Costituita da una spina dorsale di alti coni vulcanici, l’isola è sormontata da enormi crateri coperti di lava nera e rossa, ben lungi dall’essersi definitivamente sopita, come l’ultima eruzione (che purtroppo ci siamo persi per una manciata di giorni) dimostra.

 

Con poca spesa e molto impegno è possibile organizzarsi una intensa giornata di escursione sulla cima dei vulcani più vicini a Puerto Villamil – punto di ormeggio e piccolo porto vivacemente turistico. Lo spettacolo vale la fatica (18km in poco più di due ore per raggiungere il vulcano della Sierra negra e alcune delle sue caldere più piccole. Si sale lungo un sentiero in mezzo ad una intricata vegetazione di alberi di Guava, all’ombra dei quali non è affatto raro trovarsi di fronte all’enorme cupola del carapace di una tartaruga intensamente occupata a riposarsi.  

 

b2ap3_thumbnail_isabela-3.jpgFinalmente in cima, circondati da rocce lunari dai colori del fuoco e della cenere l’occhio spazia tra le coste e la spina dorsale di coni vulcanici. L’aria è riarsa, ma l’ombra di qualche nuvola e il sospiro del vento asciugano la pelle e intensificano il profumo della terra bruciata e della vegetazione. Non c’è proprio tempo per annoiarsi ad Isabela, ci sono bellissimi sentieri di assi di legno che si insinuano nelle lagune costiere, con le acque basse così cariche di Sali ferrosi da essere purpuree, circondate dalle macchie verdi delle mangrovie e sormontate dal cielo più azzurro che si possa immaginare. 

 

b2ap3_thumbnail_isabela-4.jpgCi sono piccoli pivieri dalla livrea bianca e nera e paperelle con una pennellata color del fuoco sul becco, flamingos dall’inverosimile piumaggio fucsia e iguane nere come il carbone sulle poche lingue di sabbia candida. Persino le libellule scintillano come gioielli di smeraldo e rubino. Se avete con voi la macchina fotografica (e chi non ce l’ha in un posto come questo?) una passeggiata tra gli stagni salini vi lascerà con il dito indolenzito dal numero di scatti. Una noce di cocco fresca in qualche baretto sulla spiaggia servirà a rifocillarsi e a scaricare la posta davanti alla spiaggia bianchissima e alle onde turchesi dell’oceano che frangono in riccioli di luce e schiuma.

 

b2ap3_thumbnail_isabela-5.jpgL’aria è tersa e il sole caldo, i leoni marini dormicchiano all’ombra delle mangrovie e nell’acqua giocano i cuccioli. Sule dai piedi azzurri e pinguini (proprio pinguini) pescano nelle acque intorno alla barca….i ragazzini si tuffano dal pontile e riemergono con la pelle di un luccicante color cannella, mentre al mercato nelle ore dopo la scuola vi trovate di fronte al servizio impacciato e sorridente delle ragazzine che aiutano la mamma.  Isabela è davvero una grande parco divertimenti messo a disposizione da una natura rutilante di effetti speciali e prodiga di risorse, avremmo potuto restarci mesi, nonostante la pessima onda lunga che rende l’ormeggio infido e certo scomodo, ma il tempo è tiranno e i permessi scadono in fretta. L’equipaggio della traversata che è in arrivo a San Cristobal e gli ultimi preparativi prima della partenza trascinano il Best fuori da Villamil e di nuovo al Barquerizo Moreno a chiacchierare con i leoncini marini in cerca di compagnia quando la mamma è in mare per procurar la cena.

 

Presto l’happy hour sarà in mezzo al Pacifico circondati solo dal mare, con le nuvole degli Alisei che si illuminano di rosa e di arancio, ma questa è la prossima storia…

 

Per navigare con noi e saperne di più:

Web: www.bestexpeditions.net, www.nordovestitalia.org

 

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