spaghetti al pomodoro

Finalmente siamo arrivati al dunque, alla sostanza della nostra italianitudine: i primi piatti. Sia che si tratti di sfamare un famelico gruppo di marinai o che più semplicemente ci si goda la reciproca compagnia a fine giornata, quelli non mancano mai.

Ma prima di affrontare l’argomento facciamo il punto sul secondo, irrinunciabile, must di Best: il Parmigiano! Non esiste dogana al mondo (neppure la più rognosa) che abbia il coraggio di proibire un bel pezzo di Parmigiano in confezione sotto vuoto. Nessuno di noi viaggia mai senza. È il confort food per eccellenza, di lunga durata e facile conservazione. Anche se il consumo è decisamente importante, quindi sparisce alla velocità della luce.

parmigianoRisotto alla qualunque, ma con tanto Parmigiano

Veniamo al dunque, primo primo. Il risotto. Infinite le possibilità. Si parte sempre e comunque con una bella cipolla tagliata sottile e fatta soffriggere nel burro (non ho ancora trovato nessun posto al mondo dove non ci sia un burro edibile), ma anche nell’olio va benissimo. Un pugno abbondante di riso per persona è una dose ragionevole, ma il risotto trova sempre clienti entusiasti anche se ripassato il giorno dopo.

Tostato il riso basta metterci il condimento: piselli, fagioli, zucca, patate, zucchine, funghi, ecc. Oppure un bel niente liscio, tanto il risotto alla parmigiana ha sempre il suo bel perchè! A questo punto si comincia ad aggiungere acqua un poco alla volta, aggiustando di brodo granulare (o dado). Io di solito parto con due cucchiaini di granulare o due cubetti di dado per 500 gr di riso e poi aggiungo in funzione di quanto voglio salare. Quando il riso è praticamente cotto, ma ancora al dente (lo sticky rice non va proprio) si lascia asciugare leggermente (non troppo altrimenti fa mappazza) e si aggiunge una bella noce di burro e un bel po’ di Parmigiano. Un attimo per la mantecatura all’onda e via.

riso carnaroliNota dello chef

Naturalmente, il riso dovrebbe essere Carnaroli, Vialone o almeno Arborio, ma abbiamo ottenuto risultati accettabilissimi dall’Islanda al Messico con quello che abbiamo trovato. Con la zucca, i ceci e un trito di rosmarino alla fine è perfetto. Con i gamberi e le zucchine sta bene anche una gremolata (buccia di limone e prezzemolo). Patate e fagioli rossi chiamano una spolverata di peperoncino…

Altra variante fantastica è il risotto rosso: tostato semplicemente nel burro, si aggiunge una scatola di pomodoro, un pizzico di sale e di zucchero. Man mano che asciuga aggiungete dell’acqua e alla fine un bel ciuffo di basilico (prego di non sorridere, ho scovato forme di basilico assolutamente passabili in Polinesia e ne ho coltivata una versione “artica” di provenienza norvegese nella dinette di Best). Una noce di burro, tanto Parmigiano e la cena è servita…

tramonto in barcaInutile ricordare che il riso avanzato diventa supplì, frittelle o sartù, ma se avete progetti fatene davvero in abbondanza perché è difficilissimo che avanzi!

Pasta da navigazione dura

Io cucino in barca da tempo immemorabile e una pignatta d’acqua bollente su una cucina basculante non è mai simpatica. Certamente all’ancora, in rada, una bella carbonara fa tutti felici, ma l’onda oceanica costringe anche il più purista degli chef a prendere in considerazione tecniche alternative. Dimentichiamo dunque l’abbondante acqua salata, senza rinunciare al piacere del maccherone.

Cominciamo col preparare un bel sughetto di pomodoro o verdura, lasciato piuttosto liquido. Scegliamo una pentola abbastanza alta per non rischiare esondazioni e fissiamola per bene al piano cottura. Buttiamo la pasta direttamente in pentola (spaghetti spezzati, penne, farfalle o tortiglioni) e aggiungiamo l’acqua poco per volta in modo tale da evitare la pignatta piena sul fuoco. Parmigiano alla fine e il gioco è fatto. La pasta risottata è anche un meraviglioso svuota frigo: croste di formaggio, avanzi di bacon, un po’ di pollo avanzato o la classica scatoletta di tonno, il fuoco di un peperoncino messicano e la fantasia del cuoco regalano risultati eccellenti. Unica accortezza, occhio con l’acqua perché tutto è concesso fuorché una pasta scotta.

barca a vela Se invece la navigazione è tranquilla, ci si può dedicare alle intramontabili pasta e fagioli, pasta e ceci e pasta con le fave. Va bene anche il legume secco, ma di solito uso lo scatolame. Il procedimento è sempre uguale: si parte con l’immancabile soffritto (la benedetta cipolla che tutto il mondo conosce e apprezza) poi si aggiungono i legumi. Per i fagioli unite anche il pomodoro e il basilico (se c’è). Per i ceci solo acqua, dado e rosmarino. Un po’ di peperoncino con le fave. Un bel pugno di pasta spezzata (una scatola di lasagne secche ridotte in pezzi irregolari diventa una meravigliosa alternativa ai maltagliati) e un’aggiustata di liquido e sale. Una bella spolverata di pepe, un filo d’olio e magari qualche fetta di pane tostato. Da provare anche la pasta ceci e gamberi: basta tirare i ceci con olio, peperoncino e aglio e aggiungere un po’ d’acqua di cottura della pasta e poi far saltare il tutto aggiungendo i gamberi crudi che si cuociono in un attimo. Fantastica!

La pasta di riciclo…

L’insalata di pasta e avanzi di formaggio e salumi, è l’equivalente del minestrone di fine crociera, ma più divertente. Tre pasti al giorno portano a tesaurizzare una serie di piccoli avanzi: codini di prosciutto cotto, qualche fettina di bacon, pezzetti di formaggi vari, due patatine lesse, un wurstel, mezza cipollina, qualche cetriolino. Se proprio non avete voglia di un’insalata di riso potete sempre tagliare tutto a dadini con qualche pomodorino a cubetti, uova sode, olio, sale, uno spicchio di aglio schiacciato (se piace). Una bella spolverata di pepe e sorprenderete l’equipaggio con un trionfo di creatività e pasta fredda. La pasta si può cuocere anche con una busta di zafferano o una cucchiaiata di curry, va condita a caldo e servita fredda o a temperatura ambiente.

ponte barcaE la pasta riciclata

Questa è di difficile preparazione per via della quasi impossibilità nel trovare la materia prima: la pasta avanzata…non avanza mai! Fatene davvero tanta se poi volete godervi la meraviglia di una frittata di spaghetti alla napoletana o di un pasticcio di maccheroni al forno. Un uovo e mezzo a testa, un po’ di latte, Parmigiano e formaggio a dadini per lo spaghetto al pomodoro, carne o verdure. Buccia di limone grattugiata, zenzero o curry nel caso di pasta col pesce. Anche una scatola di piselli che in una frittata stanno benissimo, si sposa con tutto.

Per la frittata mescolate bene la pasta con le uova sbattute, aggiustate di sale e versate nella padella già calda. Strapazzatela un po’ appena versata così l’uovo comincia a scaldarsi e poi fatele fare una bella crosticina profumata prima di tentare la giravolta (con il coperchio se non ve la sentite con il salto). Se è abbastanza alta sarà succulenta dentro e ben dorata fuori. Con una insalata fresca e una fetta di pane avete risolto un pasto per navigatori veri e amici famelici.

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