Gioielli nel Pacifico: è una esaltante caccia al tesoro quella della esplorazione delle isole incantate incastonate in mezzo alla vastità dell’oceano.

 

Le nuvole degli alisei che si accumulano e si innalzano sui profili vulcanici sono un tuffo al cuore, che segna la meta dei lunghi giorni di navigazione dalle Galapagos, attraverso 3500 miglia di orizzonti sempre uguali e sempre diversi nell’irrequieta onda oceanica.

Sono Le Marchesi, le più remote tra le isole polinesiane, le più selvagge ed autentiche, le più giovani e drammatiche. Alti profili di nera lava, dentati, svettanti, impossibili da confondere.

 

Sono le isole dell’avventura romantica, del tormento artistico e della fuga dal mondo e basta avvicinarsi dal mare per riconoscere il motivo di tanto fascino.

Grandi pareti nere bordate di foresta tropicale lussureggiante, baie verdi delimitate da una barriera di altissime palme dalla chioma lucente, uomini e donne con la pelle color delle spezie coperta di tatuaggi dal disegno intricato, con bellissimi sorrisi e fiori di Tiarè tra i capelli. Il profumo dei fiori e dei frutti è ovunque e copre persino quello del mare.

 

b2ap3_thumbnail_marchesi-tahiti-2.jpgNelle gole delle profonde vallate scorrono cascate alimentate dalle frequenti piogge. In fondo, nella foresta,  si celano i resti dei muri di antichi Marè – le piattaforme sacre tristemente associate a oscuri sacrifici e cannibalismo rituale – e dei tiki guardiani, serafici giganti di pietra eretti da tutte le culture del pacifico come numi tutelari e a garanzia della benevolenza di divinità naturali troppo potenti per essere sfidate.

Se non fosse per la musica, la grazia e la sensualità solare delle fanciulle impegnate nelle danze tradizionali e l’energia potente dei danzatori guerrieri, sarebbe facile immaginarsi di essere tornati indietro nel tempo all’origine della vita.

 

Invece no, il cellulare prende facilmente, a Hiva Oa il laboratorio di tatuaggi offre anche un eccellente collegamento wi-fi e le baie più protette sono affollate di barche a vela, giunte qui sulle ali degli Alisei come Best per vagabondare, esplorare o semplicemente riposare prima di salpare nuovamente verso Ovest.

Voli giornalieri collegano le isole maggiori (Nuku Iva e Hiva Oa) a Papeete e inappuntabili funzionari francesi assicurano un tocco di pedanteria burocratica nelle Merié locali. Eppure la pennellata di modernità non fa che sottolineare la bellezza della natura originaria della baia delle Vergini di Fatu Iva o della corona regale dei picchi lavici di Ua Pou. 

 

b2ap3_thumbnail_marchesi-tahiti-3.jpgTutto qui ha ritmi naturali, si cala l’ancora, ci si fa cullare (anche con una certa energia a volte) dalle onde lunghe, ci si gode il tramonto e la luce dorata che lambisce i palmeti e fa scintillare i mille rivoli d’acqua sulle scogliere di basalto, si fa amicizia e si partecipa agli eventi del villaggio, si scambiano pareri, esperienze e consulenze con gli altri naviganti e si rimanda il momento di salpare, di lasciarsi l’Eden alle spalle per affrontare di nuovo l’onda capricciosa e il ritmo regolare dei turni di timone.

 

Se mai vi dovesse capitare di pensare di attraversare il mondo per vedere le Marchesi, fatelo!! Fatelo senza la minima esitazione!!

Perché non ci troverete l’invasione dei bungalow turistici e sono lontane da qualunque stereotipo di paradiso tropicale. Sono lussureggianti e autentiche, emozionanti come il rombo dei tamburi e penetranti come il profumo della vaniglia, coronate di arcobaleni e di fregate in volo, colorate di fiori e prodighe di frutti. Un mondo antico e perduto, misterioso e bellissimo.

 

(Da Best Explorer, Agosto 2015)

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