Si sale a bordo – mai come questa volta, il termine si presta – e si capisce subito che non è una V40 come tutte le altre. Sul battitacco è inciso “Volvo Ocean Race”, regata cult dei velisti e nome della serie speciale del brand svedese per questo modello e per altri tre della gamma: V40 Cross Country, V60 e XC 60.

 

b2ap3_thumbnail_volvo-v40-7.jpgI “volvisti” – guidatori tutti d’un pezzo – sanno distinguere subito quali sono i dettagli esclusivi rispetto alla serie normale. Qualcuno lo abbiamo beccato anche noi…In ogni caso, sono i cerchi da 17” o 18” Portunus (appositamente disegnati), le barre di carico sul tetto e i finestrini con la cornice cromata. Quanto al giro del mondo, fa capolino oltre che sul battitacco già menzionato (foto a destra), sul parafango anteriore (vedi emblema) e nel display Sensus dove appare il logo a ogni avviamento del mezzo. Tocco di classe per V60 e XC60 è il pianale del copribagaglio decorato con il percorso della regata. 

 

b2ap3_thumbnail_volvo-v40-1.jpgLa V40 è il modello con cui nel 2012 Volvo ha deciso di sfidare le berline due volumi, premium ovviamente. Esteticamente potremmo definirla come un incrocio (azzeccato) tra la C30 e la V60, con forme moderne e di personalità. E se il frontale si caratterizza per i richiami alla S60  e alla V60, la fiancata si fa apprezzare per la particolare nervatura poco sotto la zona dei finestrini. Il design del posteriore è il manifesto della casa svedese – oggi cinese – con la fanaleria a sviluppo verticale che con la loro forma seguono la silhouette del corpo vettura. Altra peculiarità: pur rientrando nel segmento C, ha dimensioni leggermente più abbondanti. 

 

b2ap3_thumbnail_volvo-v40-8.jpgLa gamma è quasi infinita: una settantina di versioni, frutto dell’incrocio tra quattro allestimenti (Base, Kinetic, Momentum e Summum), cambi e trasmissioni varie (Powershift, Drive e Geartronic), versioni speciali (R-Design e la nuovissima Ocean Race e infine l’ottima serie di motorizzazioni, tutte turbo. Sul fronte benzina il 1.6 T2 da 120 Cv, il  T3 1.6 da 150 Cv, il  T4 1.6 da 180 Cv e il T5 2.0 da 245 Cv. Su quello diesel il 1.6 D2 da 115 Cv, il 2.0 D3 da 150 Cv e il 2.0 D4 da 190 Cv. Scontata quindi la notevole forbice nel listino: dai 22.700 euro della T2 si arriva ai 33.500 della T5 Geatronic Kinetic. Da segnalare l’entrata tra le dotazioni del sofisticato sistema multimediale Sensus Connect, dei cerchi in lega Tamesis da 18”, del tetto fisso panoramico in vetro e dell’autoradio Premium Sound

 

b2ap3_thumbnail_volvo-v40-4.jpgCome visto, c’è l’imbarazzo della scelta: noi abbiamo puntato su una delle versioni D2, equipaggiato con il Powershift, cambio automatico a sei rapporti che a differenza del classico Geartronic è a doppia frizione. Il 1.6 eroga 115 Cv a 3.600 giri/minuto, con una bella coppia massima di 240 Nm a 1.750 giri/minuto: tradotto: predilige in definitiva le andature rilassate agli scatti brucianti. Lo spunto massimo è di 190 km/h, il passaggio 0-100 km/h è in 12,1 secondi. Quanto ai consumi, la Casa dichiara 22,7/27,8/25,6 km per litro rispettivamente nel ciclo urbano/ extraurbano/misto con 102 g/km di emissioni CO2: l’ideale per lunghi viaggi, senza fermarsi a fare il pieno di frequente, tanto più che il serbatoio tiene 52 litri. Fate due calcoli e vedrete che si può fare un Milano-Roma-Milano senza problemi, guidando en souplesse. 

 

b2ap3_thumbnail_volvo-v40-6_20150218-154307_1.jpgL’interno è avvolgente, con finiture a livello delle premium tedesche. I comandi sono ergonomici e semplici, gli strumenti leggibili. Detto che la climatizzazione rientra nella norma, l’impianto audio è sopra la media del segmento (e questo rende migliore l’umore di chi scrive). Lo spazio è ottimo per due persone, buono per quattro se non si è alti 180 cm e difficile per il quinto passeggero, visto la tipologia del divano posteriore. Ma non è una station o una crossover come dimostra il bagagliaio: 335 litri nella conformazione normale che salgono a 1.032 quando si abbatte il sedile.

 

b2ap3_thumbnail_volvo-v40-2_20150218-154334_1.jpgInsomma, è una vettura moderna e informale ma sicurissima (che freni!) e lineare come da sempre lo sono i modelli della Casa. Tenuta di strada, stabilità elevata, comfort totale sono presenti in un mezzo che resta valida scelta per chi percorre tanti chilometri per lavoro (e quindi godrà dell’affidabilità e del comfort) come per chi si diverte a guidare sportivamente e non vuole acquistare una coupè pura, spesso anti-economica. Qui si resta di poco sotto la soglia dei 30.000 euro: il costo infatti è di 29.520 euro con una grande dotazione di serie. Il plus della V40 Volvo Ocean Race? Per noi, la capacità di far “riposare” il guidatore nelle lunghe navigazioni – pardon viaggi – e mettere subito voglia di ripartire per nuove mete.  

 

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