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Alfred Edward Beken e il figlio Frank si trasferirono nel 1888 da Canterbury, in Kent, a Cowes, sull’isola di Wight, in Inghilterra, dopo aver rilevato la locale farmacia. Là, attratti dalle possibilità offerte dalla ancora neonata fotografia e dal via vai di barche che sempre più numerose e maestose attraversavano il canale del Solent iniziarono a immortalare gli yacht sensa sapere che sostanzialmente stavano inventando la fotografia di vela. Sicuramente non sapevano che sarebbero diventati gli autori, e i proprietari, del più grande patrimonio di immagini di barche da diporto che hanno navigato dalla fine dell’800 fino a oggi.

 

Scatti da leggenda

beken-of-cowes-2Vele Leggendarie (Edizioni White Star, cartonato con sovracoperta, 208 pagine, 38 euro), curato dal giornalista, velista e storico della marineria Bruno Cianci, è un’opera che raccoglie, alcuni degli scatti più belli (e di conseguenza delle più belle barche dell’epoca) che hanno navigato nel Solent e in giro per il mondo tra gli ultimi anni del XVII secolo e gli Anni 30 del 900. Un’impresa che il tenace autore ha realizzato attingendo (dopo un lungo e imprtante lavoro di ricatalogazione) tra le oltre 200mila immagini realizzate dai Beken of Cowes, e poi dagli eredi, fino a oggi: dalle prime lastre con nitrato d’argento e gelatina fino alle odierne immagini digitali. A sottolineare il valore che gli attuali Beken of Cowes assegnano a questo lavoro, è la prefazione del libro, scritta da Kenneth Beken. 

 

Un libro da non perdere

Beke-of-cowes-1I destinatari di questo bel volume, in uscita nelle librerie il 18 novembre, ma reperibile anche online, sono tanti: gli appassionati di regate, di foto d’epoca e di barche storiche. Ma soprattutto questi ultimi saranno entusiasti nel vedere le regine che in qualche caso ancora oggi rubano gli occhi agli spettatori dei raduni d’epoca, navigare nel loro splendore originario: gli eleganti J Class, Altair, Mariquita, Orion, Lulworth, Moonbeam IV sono solo alcuni dei soggetti, spesso in competizione tra di loro, che le foto dei Beken of Cowes ci riportanto, assolutamente vivide ed emozionanti come al tempo degli scatti. E il bianco e nero sembra più una scelta autoriale che una limitazione tecnica. D’altra parte è bene ricordare quello che diceva lo stesso Frank Beken, come riportato in quarta di copertina del volume, che oltre ad avere competenza nautica per sapere se uno yacht è condotto in modo corretto e con le vele ben regolate: «…occorre guardare al soggetto come se si stesse fotografando una debuttante o una persona cara… niente rughe e un comportamento impeccabile».

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