b2ap3_thumbnail_blog-libro-felicita.jpgI libri sulla felicità mi hanno sempre attirato. Ne ho una collezione, e li consulto ogni tanto come si farebbe con un vecchio saggio a cui chiedere consigli per convivere con i piccoli /grandi problemi della vita.

 

È pieno di suggerimenti ironici La felicità e altre piccole cose di assoluta importanza di Haim Shapira, un libricino appena uscito da Sperling & Kupfer. Una piccola guida leggera e divertente per imparare la saggezza, la calma, l’umorismo, la felicità. Con tante citazioni per dominare la tendenza al pessimismo, l’egoismo. Minuscole sentenze sulla condizione umana, in cui lo stravagante autore, matematico esperto in Teoria dei giochi e comportamento umano e pianista, spazia con leggerezza dal Heidegger a Twain, Cechov ,Tolstoj, Kierkegaard  per cui “La vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti”. Senza trascurare Winnie the Pooh che “pur avendo la testa piena di segatura, sa trovare il lato buono di ogni cosa (e non solo del miele)”.

 

Qual è il momento più felice? si chiede Shapira. Per una donna, spesso, la nascita di un figlio; per un uomo una vittoria memorabile a calcio. Per il Piccolo Principe è contemplare la sua bellissima rosa. Ma quello che conta davvero è il modo in cui scegliamo di vivere e impariamo a dare valore alle cose semplici: un buon bicchiere di vino, ascoltare la nostra sonata preferita, smettere di arrabbiarci, riscoprire l’arte di meravigliarci (se le stelle comparissero ogni dieci anni, non passeremmo la notte con il naso all’insù?). “Chissà  se un felice momento d’amore, o la gioia di respirare o di camminare in un chiaro mattino odorando l’aria fresca non valgano tutte le sofferenze che la vita comporta” scrive Erich Fromm.

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