2 ottobre

Quando Charles Darwin (Shrewsbury, 12 febbraio 1809 – Londra, 19 aprile 1882) sbarcò dal Beagle, a Falmouth, il 2 ottobre 1836, aveva con sé tutti gli elementi alla base della teoria evoluzionistica. Il viaggio di cinque anni del naturalista, salito a bordo del brigantino come accompagnatore scientifico del comandante Robert Fitzroy impegnato in una missione cartografica, lo portò a trascorrere quasi tre anni e mezzo in terre spesso mai approcciate con modalità scientifiche da esploratori occidentali.

 

veliero

Il Beagle nello Stretto di Magellano in una stampa d’epoca
(Hulton Archive/Getty Images)

Il sud del mondo dà una nuova luce

Visitò Capo Verde, le Falkland (le Malvinas argentine), la costa sudamericana, le Galápagos e l’Australia. Darwin analizzò A Falmouth i campioni animali e vegetali raccolti. Notò somiglianze tra fossili e specie viventi della stessa area geografica. Specialmente alle Galápagos osservò che ogni isola aveva proprie forme di tartarughe e specie di uccelli differenti per aspetto, dieta o comportamento, ma simili per il resto.

Charles DarwinCrescete ed evolvetevi

Nel 1837, gli ornitologi del British Museum gli riferirono che le numerose e piuttosto differenti specie che egli aveva raccolto alle Galápagos appartenevano tutte a un gruppo di specie della famiglia cui appartengono anche i comuni fringuelli (Fringillidae). Ciò fu la base della teoria dell’evoluzione per selezione naturale e sessuale. Studi e ricerche impiegarono lo scienziato inglese per molti anni, tanto che la pubblicazione di L’Origine delle specie arrivò solo il 24 novembre del 1859. Ma fu un successo commerciale: tutte le 1250 copie stampate andarono esaurite il giorno stesso dell’uscita. Ovviamente non mancarono i detrattori, primi tra tutti i difenzori della sacralità della creazione divina. Va da sé che le implicazioni per la cultura, la scienza e tutto il resto sono ancora visibili. Per fortuna, visto che c’è ancora qualcuno che ritiene l’evoluzione meno attendibile della creazione.

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