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Maria Reiche, la studiosa che ha dedicato la sua vita alle misteriose linee di Nazca, è da poco tornata alla ribalta della cronaca. Non lei direttamente, scomparsa ormai da qualche anno, ma l’associazione che porta il suo nome. La ragione sono alcuni danni provocati al territorio dagli attivisti di Greepeace, lo scorso dicembre 2014. Ma chi era questa figura tanto peculiare quanto i disegni cui ha consacrato la sua esistenza? Maria Reiche nasce a Dresda in Germania nel 1903. Studia matematica, geografia e lingue. Mentre la sua patria si appresta a diventare teatro di guerra, nel 1932 Maria decide di emigrare rispondendo a un annuncio di lavoro: cercavano una insegnante per i due figli del console tedesco a Cuzco, l’antica capitale Inca, in Perù. Manda la sua richiesta, viene subito assunta e si adatta immediatamente alla vita peruviana. Nel 1939 Maria vive a Lima, la capitale, insegna e si occupa di traduzioni scientifiche. Nel mondo accademico iniziano a girare voci sull’attività di ricercatore del professore americano, Paul Kosok, dell’Università di Long Island. Lo studioso si era recato a Nasca per verificare se le misteriose linee, scoperte nel 1927, potessero rappresentare un sistema di irrigazione. Ma, secondo le sue rilevazioni, le linee risultarono essere troppo superficiali per poter essere dei canali idrici; durante gli studi, però, Kosok scoprì qualcosa di incredibile, identificò le prime figure, tra cui un uccello. Il mistero si apriva agli uomini. Un mistero datato 500 a.c.

 

Il più vasto manuale di astronomia al mondo 

maria reiche 1Per una serie di coincidenza Kosok visitò il deserto il 21 giugno, il solstizio di inverno nell’emisfero meridionale, e scoprì che il sole toccava terra nel punto esatto in cui una delle linee si fondeva con l’orizzonte (Che ci faccio qui?, Bruce Chatwin). Da qui l’idea, ripresa dalla sua assistente, Maria, che linee e figure fossero indicatori astronomici: «il più vasto manuale di astronomia al mondo». Maria Reiche una volta arrivata a Nasca, non la lascia più, diventa la dama del deserto che parla. La studiosa conduce una vita più che spartana, dorme all’aperto, mangia pochissimo, non vola, ma per studiare il terreno sale sul suo scaleo e gira con dei nastri di acciaio che le servono per le sue misurazioni. Scrive libri (The Mystery on the Desert), protegge la zona dalle incursione degli studiosi non autorizzati, contribuisce alla conservazione del luogo misterioso, che, dal 1994, è diventato patrimonio dell’Unesco.

 

La figlia preferita di Nazca

La “figlia preferita di Nazca”, ha ricevuto moltissimi riconoscimenti, dalla cittadinanza peruviana alla Gran Croce dell’Ordine del Sole del Perù, nel 1995. La più alta onorificenza conferita dello Stato. Muore nel 1998. Ma vive di certo ancora a Nasca. Ed è il vento, qua onnipresente, che lo racconta. La sua casa è ora un museo che si trova si trova al km. 421.3 della Panamericana, San Jose, El Ingenio, Nasca. Il quotidiano peruviano El Comercio ha dato la notizia di nuove figure lo scorso agosto 2014: un serpente di 60 metri, un uccello e una animale forse appartenenete alla famiglia dei camelidi.  

 

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