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Si parla  di fari romantici, fari adattati ad albergo, ma poco dei tecnici che ne seguono il controllo e il buon funzionamento. Ed è proprio di questo lavoro che ci racconta Nicola Sechi, in Luci sulla costa. Fari fanali e lanterne della Sardegna, l’esperienza di una vita passata tra le luci di segnalazione sui 1846 km delle coste della Sardegna.

 

Dalle prime esperienze, a 13 anni, nel 1959 già lavora nell’ambiente e frequenta la Scuola Allievi Operai dell’Arsenale della Maddalena e diventa “installatore elettrico circuista”, e poi in forze ovunque vi fosse bisogno, vivendo in condizioni spesso difficili e anche rischiose con la squadra dei tecnici: di base, lui addetto alla manutenzione elettrica, l’acetilenista, il congegnatore meccanico. Impiegati civili impiegati  della Marina Militare che lavorano come marinai in servizio.

 

Certo, i più sapranno di che cosa si tratta parlando di nautofoni, dromi, di isofase, periodo e portata, ma da chi era garantità la periodicità dei segnali dalla costa? Come si raggiungevo i luoghi più isolati con le apparecchiature quando c’erano dei problemi tecnici? E le bombole a gas di acetilene per dar luce alle lanterne come si trasportavano? E i dromi a forma di obelisco di Punta Falcone e Punta Marmorata, vicino a Santa Teresa di Gallura? Interessante scoprirlo.

 

Ora tutto è gestito grazie a tecnologie avanzate, le condizioni di lavoro sono diverse, ma proprio per questo il racconto di Nicola Sechi è coinvolgente con gli aneddoti e le avventure del passato.

Pronti? Si parte da Ovest, da Capo San Marco e Torregrande, nel Golfo di Oristano.

 

Nicola Sechi

Luci sulla costa. Fari fanali e lanterne della Sardegna

Editrice Taphros 

 

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