Le Navi della Mezzaluna, il nuovo libro di Bruno Cianci, è il primo testo apparso in italiano che racconta, con sorprendente agilità narrativa, la storia della marina ottomana, dagli albori della flotta, nel XIV secolo, fino alla fine della prima guerra mondiale, inizio del declino della marina. Una storia avvincente di un popolo guerriero e conquistatore che grazie allo stile scelto dall’autore, non si presenta come un’opera rivolta soltanto agli studiosi esperti del settore, ma a un pubblico molto più vasto.

 

Tra battaglie leggendarie e dolorose sconfitte

Le-navi-della-Mezzaluna-4-bodyUn testo che gli amanti della storia navale e della cultura marinaresca apprezzeranno di certo. Tra risonanti vittorie e catastrofiche sconfitte, gran visir, sultani, cartografi, marinai e costruttori navali, Cianci ci porta alla scoperta della storia che ha fatto grande questo paese. Grazie all’approfondimento storico quanto mai ampio e alla ricchezza di dettagli forniti dall’autore, il lettore è catapultato all’interno degli eventi narrati. Scorrono pagine avventurose di battaglie e di assedi, dalla conquista di Costantinopoli alla guerra di Crimea, con un occhio attento anche alla componente umana dei personaggi che rivestirono le cariche più importanti nella storia marittima ottomana.

 

Le grandi protagoniste: le navi della flotta

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Grandi protagoniste, però, sono anche le navi della flotta e le tecnologie che hanno cambiato il modo di stare in mare. Partendo dall’evoluzione delle strutture e delle tecnologie militari fino all’utilizzo di strategia e tattica in campo marittimo, il libro racconta del passaggio dalle galee lunghe e sottili, ai galeoni fino alle cannoniere del primo conflitto mondiale grazie anche all’ampia offerta d’immagini. Tutta l’opera si basa su una nutrita schiera bibliografica, che ha il merito di mescolare fonti occidentalli e fonti turche, talvolta anche inedite, per tracciare un quadro il più oggettivo possibile. Impresa non facile sia per la vastità temporale coperta dal libro, sia per l’ampio numero di aspetti della vita e della cultura ottomana toccati dall’argomento, ma che Bruno Cianci riesce perfettamente a portare a termine per creare: «una storia fatta non solo di scontri, ma anche di incontri, di scambi e di nuove scoperte».

 

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