b2ap3_thumbnail_la-grande-bellezza_20140303-092138_1.jpgIl 13 ha portato buono a un napoletano e alla nazione più superstiziosa del mondo. Con La Grande Bellezza di Sorrentino, sono tredici infatti le statuette collezionate dall’Italia, una più della Francia. Ancora una volta abbiamo vinto nonostante…

 

Ogni anno si tolgono finanziamenti al cinema perché “con la cultura non si mangia”, ci sono pochissime scuole di regia, eppure questo nostro paese sgarrupato come dicono i napoletani, è salito sul podio prestigioso dell’Academy. Ha vinto il sorriso disarmante di Toni Servillo, dove c’è dentro tutto, l’autocritica, la commozione, l’ironia…

 

b2ap3_thumbnail_la-grande-bellezza-2_20140303-091956_1.jpgMa soprattutto  ha vinto Roma, la città più scenografica del mondo, un set da film, la bellezza e la magia di una mattina presto avvolta nel silenzio in una strada del centro, la vista dalla terrazza affacciata sul Colosseo (nonostante Scajola), con la sequenza fiabesca sul colle Aventino e il famoso buco della serratura del cancello del Priorato dei Cavalieri di Malta da cui è si vede la cupola di San Pietro, piazza Navona, le Terme di Caracalla, la Fontana dell’Acqua Paola sul Gianicolo. E come nella Dolce Vita ci si può ancora stupire davanti alla Fontana di Trevi…

 

Senza nulla togliere a Sorrentino, ancora una volta però vince l’Italia del neorealismo, di Fellini, De Sica, il languore mediterraneo. Una Dolce Vita aggiornata ai nostri tempi e ai nostri difetti riconoscibile e amata dall’ America che snobbò Gomorra. Ieri sera nella sala delle premiazioni attori e registi mangiavano pizza.

 

Il trailer del film

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