Da quasi un anno, lo storico marchio DS non indica più una serie di modelli di lusso della Citroën, ma è diventato un marchio a sé.

Per l’occasione, la “media” DS 4 ha avuto in regalo un nuovo frontale, con larga mascherina dotata di una spessa cornice cromata e di un grande logo centrale; invariato il resto della carrozzeria, che resta ricercata e sinuosa come da tradizione.

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Resta una coupé sostanzialmente, anche per via delle maniglie delle portiere posteriori nascoste nei montanti dei finestrini. La versione d’accesso fra quelle a benzina (tutte Euro 6) è la 1.2 da 131 CV, mentre, chi vuole prestazioni più sportive, può scegliere l’eccellente 1.6 Turbo THP che ne eroga 211. Brillante pure il turbodiesel 2.0 BlueHDi da 181 CV (solo con cambio robotizzato EAT6, affiancato dalle versioni da 150 CV); completa il listino la 1.6 BlueHDi da 120.
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La vera novità nell’abitacolo delle rinnovate DS 4 è il moderno impianto multimediale con l’ampio schermo (7 pollici) a colori nella consolle che, per 1.000 euro, viene integrato dal navigatore e dal sistema di assistenza on line DS (attivo 24 ore su 24). Il display a sfioramento ha permesso di eliminare i troppi tasti della precedente DS 4, e può connettersi con molti telefonini dotati di sistema operativo Android e Apple. L’auto del nostro test era pure arricchita dei raffinati interni integralmente in pelle (4.300 euro con i sedili riscaldabili, quello di guida a regolazione elettrica, e il sistema di sorveglianza dell’angolo cieco nei retrovisori). ds-4-4

Di fattura artigianale (richiedono otto ore per essere realizzati), aggiungono un tocco di eleganza non comune e si distinguono per l’originale disegno a cinturino di orologio per zona centrale dei sedili e per la cura con cui i pellami rivestono anche la plancia. In definitiva, la qualità dei materiali e delle finiture è degna di una vettura di categoria superiore. Nei posti davanti si sta molto comodi, mentre posteriormente lo spazio per le gambe non è abbondante. Il baule ha anche la botola passante per caricare gli sci e si sfrutta bene: 385 i litri nella configurazione base, che diventano 1021 in quella massima.

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Per la nostra prova, abbiamo optato per i 211 cavalli del 1.6 turbo che spingono puntuali e in modo fluido a ogni regime. Ciò permette di viaggiare con un filo di gas anche con una marcia alta inserita, potendo contare su leste riprese senza dover scalare rapporto. All’occorrenza il motore sa sfoderare gli artigli, facendo la gioia degli sportivi che gradiranno anche il cambio manuale: gli innesti delle sei marce sono precisi, non morbidissimi, ma la corsa della leva è contenuta. Dotata di pneumatici 225/45 R 18 e di sospensioni rigide, la DS 4 ha una notevole tenuta di strada – obiettivamente è incollata all’asfalto e difficilmente mette in difficoltà. Nulla da ridire sui freni, efficaci, così come sull’insonorizzazione dell’abitacolo. Le prestazioni sono all’altezza delle aspettative, quanto ai consumi, un guidatore accorto – secondo la Casa – può arrivare anche a 17 km con un litro.

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La DS 4 del nostro test con l’allestimento So Chic costa 26.000 euro. Non è regalata, ma ha un valido equipaggiamento: cerchi in lega di 17 pollici, climatizzatore automatico bizona, cruise control, fendinebbia e radio con Bluetooth. Quello Sport Chic (28.300 euro) comprende anche i fari led/xeno e i sedili parzialmente in pelle. Fra gli optional, il tetto arancione, blu, nero o viola (550 euro, solo per la Sport Chic) che, in contrasto con le tinte della carrozzeria, permette di scegliere fra ben 38 combinazioni di colori. Non ci stupisce, visto che il concetto del “tocco in più” è da sempre alla base del  mondo Citroen. Figuratevi di quello DS.

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