Rosa-dei-Venti-di-Mattheus-Seuttero-1678-1756

 

Gianni Brandozzi è un collezionista con la passione delle carte geografiche antiche. Nella sua vita da ricercatore ha raccolto decine di esemplari originali realizzati tra il XV e il XIX secolo, tutti accumunati dal soggetto: la Rosa dei Venti. Oggi mette a disposizione del pubblico la sua colezione in una mostra organizzata nel castello di Lerici (Sp), da Renata Knes e di Giorgio Coppin, entrambi velisti e innamorati di questo ultimo tratto della Liguria di levante, il Golfo dei Poeti caro a Lord Byron e a Shelley. “Eolo nelle Rose dei Venti” è una rassegna dedicata al padre di tutti i venti e ai miti che lo riguardano, patrocinata dal Comune di Lerici e dalla Provincia della Spezia e realizzata grazie al supporto di Madeinart, società di produzione di mostre e di eventi culturali e all’Associazione Giovane Europa che ha fornito il supporto logistico organizzativo. 

 

Rosa-dei-Venti-dei-primi-anni-del-1600I venti hanno un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo. Non solo per la meteorologia e  l’agricoltura o come inesauribile fonte di energia. Con la conoscenza sempre più precisa delle  direzioni e delle  caratteristiche e grazie proprio alla Rosa dei Venti, per secoli Eolo e la sua prole sono stati i principali metodi di orientamento e hanno permesso esplorazioni, migrazioni e commerci via mare ben prima dell’invenzione della bussola. Del resto la Rosa dei Venti è disegnata sul quadrante di tutte le bussole, anche di quelle attuali. 

 

Rosa-dei-Venti-del-1477-la-più-antica-dellepoca-modernaLa mostra al Castello di Lerici è un viaggio che parte dai poemi omerici, dove la Rosa dei Venti debutta storicamente. Omero cita quattro venti, Borea e Noto, Euro e Zefiro, senza indicarne la direzione. Accoppiati a due a due, suggeriscono la coincidenza con i quattro punti cardinali. Se ne descrive perfino il “carattere” di ogni vento: il dispettoso Borea imperversava nelle vie e rapiva le fanciulle; il favorevole Zefiro, i latini lo chiamavano Favonius per i tanti favori arrecati all’agricoltura; fino al pestifero Euro, proveniente dalla calda Etiopia e nemico delle coltivazioni. I greci parlano di otto venti principali, i latini ne annoverano 12, oggi una moderna rosa dei venti  ne mostra ben 32. Pezzo forte della collezione Brandozzi è proprio lo splendido manoscritto del 1477 che riporta 32 venti e ritenuto la più antica rappresentazione conosciuta di Rosa dei Venti di epoca moderna (nell’immagine a destra).

Da non perdere anche l’enorme atlante di fine Ottocento realizzato dalla Marina militare francese, molto raro: nato come strumento per la flotta francese nelle rotte commerciali per le colonie d’Oltreoceano, nelle sue numerose carte riporta, per ogni zona di mare, una serie di osservazioni sui fenomeni meteorologici condotte per alcuni anni. I vari dati sono rappresentati come una sorta di piccole e molteplici Rose dei Venti stilizzate, in cui ogni petalo ha lunghezza diversa, proporzionale alla frequenza con cui il vento spira in quella direzione. Il mito di Eolo, insomma, lascia il posto agli studi statistici, ma la Rosa dei Venti resta sempre lo strumento principe per i naviganti. 

 

INFORMAZIONI 

Castello di Lerici e Museo Geopaleontologico 

Piazza San Giorgio, 19032 Lerici – SP; tel 0187 969042; fax 0187 963008 

[email protected] 

Per prenotazioni e visite di gruppo: tel 349 3202964; [email protected] 

MARTEDI – DOMENICA 10.30 – 13.00 e 16.00 – 19.00 

CHIUSO IL LUNEDI 

www.castellodilerici.it

Commenti