La C4 Picasso è la monovolume più amata in Europa, con numeri di vendita importanti che ha raccolto in due anni di vita. Non stupisce, considerando le tante qualità e la capacità Citroen di fare restyling discreti, ma efficaci, partendo da un progetto che conquista immediatamente.

 

Si potrebbe definire un’auto tanto sexy e originale quanto versatile e spaziosa.

 

b2ap3_thumbnail_citroen-grand-c4-picasso-bagagliaio_2.jpgI passeggeri posteriori hanno a disposizione tre sedili singoli e scorrevoli e molti centimetri per le gambe mentre il bagagliaio (537 litri che diventano 1.709 in configurazione a due posti) soddisfa senza problemi le esigenze di carico di una famiglia (o di un piccolo equipaggio…). Di buon livello anche le finiture: la plancia è realizzata con materiali di qualità e la cura dei dettagli dell’abitacolo è al livello delle più blasonate rivali “premium” tedesche.

 

b2ap3_thumbnail_c4-picasso-2.jpgLa notizia è che la C4 Picasso ha detto addio al famoso cambio robotizzato per passare al più convincente convertitore di coppia EAT6. Questa trasmissione a sei rapporti è disponibile su tre motori – un 1.6 turbo a benzina THP da 165 CV e due turbodiesel BlueHDi : un 1.6 da 120 CV (oggetto del nostro test) e un 2.0 da 150 CV. Diciamo subito che la novità funziona: l’EAT6 rappresenta un netto passo in avanti rispetto al precedente robotizzato: i fastidiosi “strattoni” che si verificavano prima ad ogni cambio di rapporto, hanno lasciato spazio a passaggi marcia fluidi e veloci che contribuiscono a incrementare il comfort.

 

b2ap3_thumbnail_C4-picasso.jpgCosì anche gli automobilisti che non amano la frizione possono beneficiare del piacere di guida offerto dalla C4 Picasso: la posizione di seduta alta consente di dominare la strada e il parabrezza Wide Angle Screen di serie incrementa la visibilità. Migliorabile, invece, l’ergonomia: per gestire il climatizzatore automatico bizona (efficiente peraltro) bisogna armeggiare un po’ troppo sul display.

 

b2ap3_thumbnail_c4-picasso-7.jpgLa MPV del Double Chevron ha come punto di forza la comodità: le sospensioni soffici (come vanno di moda) sono perfette per affrontare lunghi viaggi, il motore 1.6 turbodiesel BlueHDI da 120 CV è silenziosissimo, l’abitacolo è insonorizzato in maniera impeccabile. Vediamo qualche numero del quattro cilindri in linea: potenza massima 99 Cv a 3750 giri/minuto, coppia massima 254 Nm, velocità massima 176 km/h, accelerazione 0-100 km/h in 12,7 secondi. Il consumo medio è di 3,9 litri di gasolio ogni 100 km, le emissioni di C02 si fermano a 103 g/km. In definitiva, la 1.6 BlueHDi EAT6 non nasce per fare le corse: la monovolume transalpina punta a macinare chilometri senza affaticare il guidatore e i passeggeri.

 

b2ap3_thumbnail_c4-picasso-5.jpgIl motore spinge bene ai bassi regimi (non è un mostro di sportività, ma era evidente) e lo sterzo leggero risulta ideale per un uso turistico. Nelle curve, in compenso, ha ben poche rivali in quanto ad agilità Sempre sicura in ogni circostanza, può vantare l’accensione automatica dei fari, gli airbag frontali, laterali e a tendina, l’aiuto alla frenata di emergenza, l’assistente per le partenze in salita e i controlli di stabilità e trazione. E questo rende il tutto sicuro e godibile. 

 

b2ap3_thumbnail_c4-picasso-3.jpgLa Citroën C4 Picasso 1.6 BlueHDi EAT6 Exclusive che abbiamo guidato costa 32.750 euro – ma può vantare una dotazione di serie ricca e completa: cambio automatico, cerchi in lega da 17”, climatizzatore automatico bizona, fendinebbia, interni in pelle/tessuto, navigatore satellitare, Pack Lounge (sedili anteriori con funzione massaggio e quello del guidatore con regolazione lombare elettrica), retrovisori ripiegabili elettricamente e sensori di parcheggio posteriori. Il biglietto vale l’acquisto, in ogni caso. 

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