La nuova A6 Allroad quattro è cambiata più nella sostanza che nella forma. Ma non deve stupire: sul piano estetico difficilmente le nuove generazioni Audi si discostano in modo netto soprattutto per il fatto che sono belle, contemporanee.

 

C’è però un cambiamento invisibile eppure sostanziale, il continuo miglioramento sotto pelle: all’insegna dell’efficienza, delle prestazioni e del comfort. Già, perché al di là dei ritocchi estetici di cui ha beneficiato la station dei quattro anelli, le vere novità sono nascoste sotto al cofano e nella carrozzeria. Quest’ultima, per esempio, vede l’impiego dell’alluminio in ampie sezioni, con una riduzione ponderale marcata: la scocca, infatti, pesa il 15% in meno di un’analoga struttura più tradizionale in acciaio.

 

b2ap3_thumbnail_audi-8.jpgUn altro poco visibile, ma importante intervento è stato effettuato sull’aerodinamica, che fa segnare un sostanziale miglioramento rispetto alla versione precedente, con un coefficiente di resistenza (Cx) dichiarato di 0,31. E poi i motori di grande livello: il 3.0 TFSI a benzina proposto solo con l’S-tronic a 64.900 euro mentre ovviamente c’è più scelta sul fronte gasolio con il 3.0 TDI di potenza 218 e 272 Cv, solo con S-tronic (rispettivamente a 61.650 e 62.500 euro) e il formidabile 3.0 TDI pronto a regalare 320 Cv. A un prezzo in stile Audi: 68.600 euro, comprensivi di un equipaggiamento ad altissimo livello, in particolare sui sistemi di assistenza alla guida, sulla sicurezza e l’infotainment che ha nella radio MMI il punto di forza. 

 

b2ap3_thumbnail_audi-2.jpgL’aspetto dell’auto è roccioso ed elegante: spazio, quindi, a “spalle larghe”, montante posteriore decisamente inclinato e fiancate slanciate. I cerchi in lega spaziano da 18 a 20 pollici e in alto, sul lato posteriore, spicca lo spoiler con luce di stop integrata. Gruppi ottici? Luci alogene di serie, oppure fari xenon plus e proiettori LED con dispositivo di assistenza per gli abbaglianti. L’interno dell’abitacolo è da “salotto buono”: lo si capisce osservando la cura per i dettagli e i materiali.

 

b2ap3_thumbnail_audi-9.jpgCi sono anche colorazioni e inserti specifici sulla plancia che è pulita e razionale: ogni cosa si trova esattamente nel posto dove ci si aspetta di trovarla. Non mancano, ovviamente sedili regolabili elettricamente, riscaldabili, ventilati e dotati di funzione massaggio: sono ereditati direttamente dalla ammiraglia A8. I comandi del sistema di infotainment sono collocati sull’eccellente volante multifunzione: nota di merito, per il sistema di navigazione, che sfrutta la cartografia Google Earth. A sottolineare l’animo (soft) da fuoristradista c’è la possibilità di visualizzare l’angolo di inclinazione trasversale e longitudinale della vettura. 

 

b2ap3_thumbnail_audi-10.jpgAnimo off-road si diceva ma la Audi A6 allroad quattro resta pur sempre una station wagon: spazio, quindi, a un bagagliaio extralarge con un volume di 565 litri incrementabili fino a 1.680 grazie ai sedili della seconda fila reclinabili di serie. Non mancano ganci portaborse, una cinghia laterale, un pozzetto sul fondo e, per gli amanti della montagna (che spesso lo sono anche del mare…), un vano passante per il divano posteriore completo di sacca da sci estraibile e set di fissaggio. Una vera gioia per il viaggiatore abituale, con tanta roba al seguito.

 

b2ap3_thumbnail_audi-6.jpgCi si esalta subito alla partenza: l’impianto di scarico del 3.0 TDI più potente è stato studiato con una cassa di risonanza attivabile quando si imposta la configurazione più sportiva e in grado di rendere il ruggito del V6 biturbo Audi tanto simile a quello dei più nobili (solo sulla carta) V8. Detto questo avrete intuito che la nostra scelta non poteva che ricadere sulla versione da 320 cavalli, abbinato al tiptronic: la spinta è impressionante, grazie a una coppia massima di 650 Nm da 1400 a 2.800 giri al minuto. La A6 allroad quattro “non molla mai” e incolla al sedile: ovviamente, il tutto porta a un consumo “civile” ma non bassissimo: nel combinato, la Casa dichiara 6,5 litri ogni 100 km.   

 

b2ap3_thumbnail_audi-3.jpgL’assetto è strepitoso: se si imposta sport (le cambiate salgono di giri e l’erogazione si fa più brusca) le sospensioni pneumatiche scendono e rendono la A6 allroad una vera station sportiva da 250 Km/h autolimitati e un passaggio 0-100 km/h in 5,5 secondi. Se poi vi capita di incontrare tratti off-road, niente paura: un tocco al settaggio e potete far “crescere” il tacco della A6 e affrontare il percorso in totale serenità. Lo sterzo è precisissimo e permette di disegnare traiettorie pulite anche quando si forza il passo: insomma, qualcosa che difficilmente ci si aspetterebbe da una station “rialzata” per il fuoristrada. Bene anche i freni, pronti al punto giusto e con un pedale ben modulabile, che infonde sicurezza.

 

b2ap3_thumbnail_audi-7.jpgChi predilige una condotta sobria non ha che da attivare il settaggio “più parco” e godere di consumi più bassi (c’è anche lo Start&Stop di serie) ed emissioni pari a 172 g/km. La trazione integrale permanente opera in modo meccanico e quindi senza ritardi di alcun genere, la coppia nella configurazione “base” è 60% al posteriore e 40% sull’asse anteriore. Infine, Non manca il Torque Vectoring che, in curva, riconosce quando una delle ruote sta per perdere aderenza e, frenandola in maniera impercettibile, garantisce un handling perfetto. Provateci, senza esagerare. 

 

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