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Una denuncia dei mali che affliggono gli oceani grazie alla collaborazione di alcune tra le figure più prestigiose della cinematografia aerea e subacquea, dell’oceanografia e della biologia. 90 minuti di grandi immagini per sensibilizzare il mondo. Riprese ad alta quota, esplorazioni sottomarine, tempeste, maree immense.

Non c’è da stupirsi. Yann Arthus-Bertrand è un fotoreporter francese ambientalista celebre per le spettacolari riprese aeree, autore di La Terra vista dal Cielo, un progetto di portata planetaria visitato da 200 milioni di persone. Il 70% della superficie terrestre è ricoperto dal mare che ospita l’80% della biodiversità e produce il 50% dell’ossigeno sulla Terra, ma muore sotto l’azione dell’inquinamento, per lo sfruttamento intensivo della pesca, la colata di cemento sulle coste. Come accade in Italia, presa d’assalto da progetti megalomanici come quelli che aleggiano sulla Costa Smeralda e sul sud della Sardegna o sul Plemmirio a Siracusa.

Ai ritmi attuali, in 30-40 anni il Mediterraneo diventerà un mare praticamente morto, una discarica a cielo aperto con una concentrazione media di inquinamento superiore per km quadrato a Oceano Atlantico e Pacifico. Già ora  290 miliardi di micro-rifiuti di plastica galleggiano sulle sue acque. Bisogna creare una rete di riserve marine per proteggere il 40% della superficie blu del globo, come suggerisce Greenpeace che da anni ha lanciato l’allarme sul Santuario dei cetacei tra Italia e Francia: la balenottera comune fugge, perché gli esemplari sono continuamente disturbati, mentre aumentano traffico marittimo e inquinamento. Molti animali finiscono spiaggiati, vittime  di patologie e infezioni, specialmente i cetacei come è accaduto da gennaio di quest’anno a oggi a 25 delfini approdati sulle coste della Toscana.

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