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L’esibizione dal titolo Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi ripercorre grazie a fotografie, video e documenti, racconta le avventure dell’alpinista estremo che fu esploratore e bravissimo fotoreporter. 

 

Walter-Bonatti-catalogoDa subito in verticale

Bonatti era del 1930 (è morto nel 2011), sportivo fin da giovane si appassiona alla ginnastica che pratica presso la società Forti e Liberi di Monza, intanto inizia ad avvicinarsi al cielo sulle Grigne e sul Resegone. A 18 anni le prime scalate gli lasceranno un segno e la folgorazione aprirà la via a una carriera che ha dell’incredibile. Dalla spedizione a 24 anni sul K2 al Pilastro sud-ovest del Dru, poi Pilastro Bonatti, alla prima traversata scialpinistica delle Alpi: 1795 km a piedi, sugli sci e sui ramponi in 66 giorni e poi il G4 nel Karakorum, fino al mai esplorato Nevado Rondoy sulle Ande Peruviane e in seguito la diretta della Nord del Cervino in solitario, in inverno e in prima assoluta: le sue imprese furono epiche.

 

La zona della morte

Conosciute in tutto il mondo, immortalate da riconoscimenti come la Legion d’onore conferitagli dalla Francia per il suo coraggio durante una spedizione sul Bianco nel 1961 e dalla Medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica, ma Bonatti non dimentica mai l’amarezza che grava sulla vicenda del K2 quando, nel 1954, partecipa alla spedizione italiana capitanata da Ardito Desio: Achille Compagnoni e Lino Lacedelli conquisteranno la cima, ma abbandonarono Bonatti e  Amir Mahdi nella “zona della morte” a -50 a oltre 8100 metri di altezza, costretti a bivaccare all’aperto, con le bombole per l’ossigeno che dovevano portare ai due futuri “conquistatori”.

 

Ferita aperta

Bonatti, per contratto, non potè svelare nulla della vicenda per due anni. In più, due articoli comparsi sulla Gazzetta del Popolo in cui si accusava Bonatti di pesanti scorrettezze nei confronti dei compagni, causarono la reazione di Bonatti che porterà giustamente la questione in tribunale. L’alpinista ottiene giustizia e nel 1967 viene pronunciata l’assoluzione. Ma la storia rimarrà comunque  un caso aperto, tanto che nel 2004 il CAI chiese a tre saggi: Fosco Maraini, Alberto Monticone e Luigi Zanzi di condurre un’inchiesta sulla vicenda. Nel 2008 la Storia gli rende pienamente giustizia e quell’ostracismo che lo aveva colpito inizia finalmente a dissolversi.

 

Bonatti fotografo: reporter ed esploratore

Walter-Bonatti-3L’ultima impresa di Walter alpinista è il Cervino, nel 1965. Ma già nel 1964 Bonatti parte per la Siberia dove realizza un reportage per Epoca, giornale con cui collaborerà fino al 1979, così Walter ha la possibilità di esprimere ancora una volta e completamente se stesso, con la fotografia e delle imprese da vero apripista. Esplora l’esplorabile, gira dal Perù alla Patagonia, dall’Alaska  all’Africa, il suo mondo è senza confini.

 

Avventurarsi nell’ignoto e riportarlo indietro

Le sue immagini sono impeccabili e dimostrano una forte capacità comunicativa: narratore e personaggio del racconto, Bonatti si confronta ancora con i grandi spazi della natura. Così la sua vita diventa una vera avventura come quella dei libri di London e Melville, che da piccolo sottolineava e che lo ispirarono profondamente. Diventa  lui stesso l’uomo che tutti i ragazzi avrebbero voluto diventare: si costruisce zattere sul Rio delle Amazzoni, scopre un vulcano e ci si cala dentro!

 

Walter-Bonatti-2Non chiamateli selfie

Bonatti è protagonista di molte delle sue immagini, è parte integrante della storia che racconta: utilizzava l’autoscatto a filo, oppure una macchina dal braccio meccanico e, successivamente, una macchina con autoscatto a comando controllabile fino a 500 metri di distanza. Le foto sono bellissime, i video ci riportano indietro nel tempo e nei suoi spazi immensi. La natura è il completamento della sua anima e il suo punto di vista sulla natura è non solo tecnico, ma anche artistico. Dagli anni 60, Bonatti si dedica anche all’attività di scrittore e gira il mondo con le sue conferenze.

 

L’amour

E poi ci sono le relazioni personali, appassionate come una scalata in parete, come l’amore per Rossana Podestà. L’attrice, in un’intervista aveva indicato Walter Bonatti come suo ideale compagno di avventura, compagno ideale su un’isola. Lui le scrisse, si incontrarono a Roma, si innamorarono e si amarono per sempre. È questa, quindi, la storia di un uomo puro e avventuroso, sognatore, ferito e rinato come solo un grande può fare. Libero e granitico, come le sue montagne.

 

La  mostra

13 novembre 2014 – 8 marzo 2015

Palazzo della Ragione Fotografia

Piazza Mercanti, 1 Milano 

Ingresso 10 euro

Il volume Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi, pubblicato da Contrasto e Gamm Giunti è in vendita al book shop del Palazzo della Ragione.

 

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