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Ragazzi, si naviga da 130mila anni, almeno! La ruota, per dire, è arrivata soltanto nel 3250 avanti Cristo, poco più di 5000 anni fa. Che i nostri antichissimi progenitori (si parla di Homo erectus, manco di Homo sapiens) andassero per mare lo provano una scoperta archeologica del 2010 e un’impresa tra il picaresco e lo scientifico portata a termine poco più di un mese fa. Partiamo dall’evidenza dei reperti, come direbbe un avvocato in aula. Dopo 20 anni di scavi a Creta, tra il 2008 e il 2009 Thomas Strasser si trova di fronte a una scoperta che avrebbe rivoluzionato l’idea dell’evoluzione del genere umano. Da quei siti archeologici in cui sta lavorando con alcuni colleghi, nella gola del Preveli, sono emersi manufatti in pietra identici alle asce africane realizzate dall’Homo erectus, intorno a 800mila anni fa. Vale a dire nello stesso periodo in cui migliaia dei nostri antichi genitori, terminavano quella fase detta Out of Africa 1, la prima grande migrazione dei precursori dell’Homo sapiens dalle savane natie verso nuove destinazioni in giro per il mondo. Sono i dati geologici a dire al ricercatore del Providence College, che i sedimenti scavati dal fiume Mega Potomos, hanno almeno 130mila anni. 

 

ascia-cretaEvidenze geologiche ci portano in mare

Ma da quella costa che si affaccia sul Mediterraneo a sudovest dell’isola emergono copiosi anche altri strumenti di pietra lavorata indice che questo sito era abitato da una comunità numerosa e stabilita. Inoltre, le asce trovate sono molto simili a quelle africane, anche se non realizzate in selce come quelle ritrovate in Africa, ma in quarzo locale. La geologia ha anche un’altra notizia da dare allo studioso del Rhode Island: Creta è un’isola da almeno cinque milioni di anni e in questo periodo di tempo la distanza dalla terraferma non è mai scesa sotto le 40 miglia, quindi gli antichi esploratori devono essere arrivati qua via mare. 

 

La crisi della Storia ufficiale

asceBeh, una bella botta alla Storia ufficiale: per lei i più antichi insediamenti in Creta non hanno più di 9000 anni. In ogni caso, sempre per la Storia risalgono a 11mila anni fa le prime navigazioni in mare aperto di popolazioni greche e non hanno più di 60mila anni le evidenze in giro per il mondo tra cui l’attraversamento dello Stretto di Gibilterra da parte dell’Uomo di Neanderthal per arrivare in Europa. Molto meno incredibile l’annuncio di Strasser è apparso a quegli studiosi che invece ritengono che l’uomo, anzi l’Homo erectus, abbia puntato la prua verso il mare aperto già 800mila anni orsono. Quando salpò da Timor per approdare a Darwin o navigò le circa 10 miglia dello stretto di Lombok in Indonesia.

 

creta-zattera-3Una zattera di canne e via!

A provare le evidenze archeologiche greche è arrivata anche la dimostrazione pratica della fattibilità dell’impresa. The First Mariner, un avventuroso gruppo di 16 donne e uomini (10 imbarcati e gli altri di supporto e studio), guidati dal 76enne inglese Bob Hobman (con la maglietta bianca, nella foto) , storico e scrittore con già all’attivo numerose imprese di navigazioni alla maniera preistorica. La squadra, tanto eterogenea per nazionalità quanto determinata a remare sodo, ha lasciato la spiaggia di Kythira, in Grecia e su una zattera costruita con circa 5000 canne raccolte sull’isola ha affrontato le circa 45 miglia di mare aperto. L’impresa ha richiesto 48 ore, non è difficile immaginare la velocità del natante. 

 

Arrivo da eroi, ma in differita

creta-zattera-1Ci sono stati anche momenti di entusiasmo prestazionale, però, in cui la zattera ha toccato persino i due nodi grazie a una gagliarda brezza di poppa. «Quando abbiamo smesso di remare ci siamo accorti che la velocità scendeva a 1,9 nodi, praticamente con il vento eravamo inutili», ha raccontato l’avventuroso vegliardo inglese, «ma nonostante questo siamo arrivati a Creta prima del previsto: alle 6 di mattina avevamo messo i piedi a terra. Visto, però, che sulla spiaggia, a quell’ora, non c’era nessuno, abbiamo deciso di riprendere il largo e approdare alle 11: e mica potevamo perderci l’arrivo da eroi con la folla esultante!».

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