Siamo sotto alisei da quasi una settimana, questo significa vento sui 20-25 nodi da Nord-Est, onda incrociata che arriva al giardinetto provocando rollate continue, e temperatura del mare e dell’aria assolutamente gradevole! Gli stivali sono spariti in qualche stipetto, si sta scalzi anche nella guardia di notte. Le docce in pozzetto non si contano più, si sta veramente bene.

 

b2ap3_thumbnail_alisei-2.jpgQualche giorno fa in calma piatta abbiamo ammainato tutte le vele e ci siamo fatti un tuffetto, in barba agli squali che sicuramente ci seguivano e ai 5000 metri di fondale che, chissà perché, fan più paura che 30 metri (e comunque per affogare bastano 2 metri o 20 centimetri…). Ancora non abbiamo trovato le risposte ai quesiti atavici dell’uomo (chi siamo, dove andiamo, etc.) che dovrebbero venire spontanee sotto gli immensi cieli stellati. Personalmente non ho nemmeno trovato un equilibrio o consapevolezza interiore superiore, ma forse la colpa è del fatto che siamo in una specie di barca-comune, in cui si ride, si legge, si scherza e si mangia.

 

b2ap3_thumbnail_alisei-3.jpgLa navigazione abbastanza uguale a se stessa (leggasi monotona), non lascia spazi ad altre attività e ciò che occupa maggiormente il nostro estro fantasioso è la cucina. Appena finito un pasto si pensa già al prossimo. A come combinare ingredienti a lunga scadenza in maniera lussuriosa. Devo dire che il risultato è ogni volta sorprendente, con abbinamenti a volte azzardati, ma sempre appetitosi. Ogni tanto si pesca qualche Dorado (che altro non è che una lampuga) che viene a variare il menù e la fantasia dell’equipaggio. Attendiamo con trepidazione il tonno che, a seconda della taglia, ci delizierà con una spaghettata o con dei tranci alla piastra.

 

b2ap3_thumbnail_alisei-4.jpgFortunatamente non abbiamo portato alcool con noi, altrimenti saremmo stati una barca allo sbando, e l’alcolismo si sarebbe impossessato di noi anche giunti a terra. A proposito della terra, sempre più spesso se ne parla, la maggior parte delle volte in relazione al cibo; stiamo fantasticando su doppi cheeseburger con bacon, cipolla, pomodoro e avocado. Oppure su pizze da un metro quadrato, tutto annaffiato da birre gelate e mojito.

 

b2ap3_thumbnail_alisei-5.jpgOgni sera, riportato il punto nave sulla carta, tutto l’equipaggio attende di sapere le miglia percorse nelle 24 ore e quelle mancanti all’arrivo. Poi scatta il conto dei giorni che mancano se andassimo di media a cinque, a sei, a sette o a quindici nodi (come ha fatto il VOR65 che pochi giorni fa ha stabilito in poco più di otto giorni il record dell’ARC). A fine giornata siamo tutti pronti per andare in branda subito dopo cena, tranne chi farà il primo turno di guardia, sperando magari di vedere le luci di via di un’altra barca, magari anche distanti, ma che comunque costituiranno un bel diversivo. Gli altri, sotto coperta, neanche a dirlo, sogneranno la prima cena appena arrivati.

 

 

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