La ciurma di My Dream è ormai al completo da qualche giorno, siamo sei adulti (tutti sotto i 40 anni e alla prima traversata) più Maeva.

Su un 38’si sta strettini, ma almeno non dovremmo soffrire il freddo. A proposito, il clima a bordo è molto sereno e allegro, di giorno si lavora per finire di preparare la barca, la sera si fa festa insieme agli altri equipaggi dell’ARC. Il morale è alto, ogni giorno si fanno nuovi amici e ci si avvicina al momento della partenza. Oltre ai lavoretti si fa cambusa per 25 giorni di traversata. 

 

b2ap3_thumbnail_arc-pronti-al-salto-2.jpgLa quantità d’acqua che abbiamo caricato è imbarazzante, la linea di galleggiamento è ormai irrimediabilmente scomparsa sott’acqua, speriamo riemerga ai Caraibi. Poco male, almeno la barca sarà più stabile. Avevamo anche pensato di ridipingere la linea di galleggiamento una spanna sopra quella attuale, così, per dar l’impressione agli altri equipaggi che noi andiamo via leggeri. In realtà in banchina il lato agonistico è sentito veramente poco, trascurato in favore di quello goliardico, se ci fosse una premiazione ora saremmo sicuramente sul podio.

 

b2ap3_thumbnail_arc-pronti-al-salto-3.jpgOvviamente il lato tecnico non può essere trascurato, esso abbraccia svariate discipline dello scibile umano, ma quello più ostico (e quindi lasciato per ultimo dalla maggior parte degli equipaggi) riguarda la comunicazione una volta in Atlantico. Le scelte possibili sono due: la radio SSB o il satellitare. Mi preme sottolineare che entrambe non sono propriamente “user friendly”, anzi, l’installazione stessa di ciascuno dei due apparati può richiedere accortezze e abilità non immediate. La comunicazione è indispensabile per la ricezione del meteo, che è uno degli altri aspetti cruciali della traversata. 

 

b2ap3_thumbnail_arc-pronti-al-salto-4.jpgIl briefing pre-partenza è stato incentrato su questo punto, sembra che quest’anno il vento ci darà una bella spinta per raggiungere in fretta la fascia degli alisei. Questo gioca a nostro favore, avendo la barca carica come una chiatta almeno non arrancheremo a quattro nodi sulla linea di partenza, evitando patetiche figure. Ci siamo, ormai mancano meno di 24 ore alla partenza. Ci aspetta una navigazione con venti di poppa sin dalla partenza, in direzione dei Caraibi. Ci sentiamo privilegiati ad affrontare quest’avventura, che ha in bocca un sapore antico, quando i luoghi venivano raggiunti lentamente, grazie alle proprie forze in armonia con quelle della natura. Staremo settimane in mezzo al nulla, avanzando con pazienza ma determinazione. Sarà sicuramente un’esperienza che ciascuno di noi porterà con se per tutta la vita, arriveremo arricchiti. In ogni caso sarà un successo, buon vento a tutti!

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