Siamo arrivati in fondo alla Croazia, domattina andiamo in Montenegro. Abbiamo riscoperto posti magnifici e relativamente trascurati dal turismo, come Lastovo e Miljet, con baie molto protette e verdissime. L’acqua del mare mano mano che siamo andati verso sud è diventata più tiepida, anche se ancora non si può definire calda.

L’unico punto fermo, rimasto invariato negli anni e costante lungo la costa croata è quella punta di ostilità che la gente del luogo ha verso il turista, specialmente italiano. Eppure, al di là di scaricare le mie feci nel loro mare cristallino, non mi sembra di fare altri gesti che possano giustificare tale risentimento. E per dirla tutta sono sicuro che anche loro facciano fare la stessa fine ai resti dei loro pasti. Quando entro in Croazia pago la tassa di navigazione, la tassa di soggiorno e nelle baie più belle pago fino a 30 euro a notte per stare obbligatoriamente al gavitello, sottintendendo una sfiducia nelle mie capacità con l’ancora. Inoltre ci concediamo qualche cena al ristorante, birrette varie e Pelinkovac come se piovesse. Non pretendo mica il tappeto rosso, mi accontento di un minimo di collaborazione. Quando devo chiedere informazioni, a parte rari casi, mi sembra di entrare negli uffici di alcuni comuni italiani, in cui ho spesso la sensazione di essere vittima di una “supercazzola”. b2ap3_thumbnail_furto-acqua-2.jpgQuesto attrito sotterraneo ha generato in me un desiderio di rivalsa che avrei dovuto assolutamente soddisfare prima di uscire dalla Croazi. L’occasione l’ho avuta proprio ieri, a Dubrovnik, nel porto di Gruz. Premetto che stare nei grossi porti non mi eccita, si balla sempre, si paga molto, l’aria puzza di nafta e l’acqua non invita a fare il bagno. Eravamo costretti a fare tappa in un grosso centro dalla necessità di riparare il frigo. La mattina avevamo inoltre terminato l’acqua nei serbatoi (per inciso in 300lt ci sono bastati in tre per 20 giorni, credo sia un record) e speravo di fare il pieno. Mi avvicino quindi al distributore di gasolio, dove generalmente se uno fa il pieno riesce a scroccare un centinaio di litri d’acqua. Il gestore mi ignora per un pò, poi gli chiedo se devo fare da solo e se ha l’acqua. Dice che devo fare da me e che l’acqua lì non ce l’ha nessuno, dovrei andare al marina distante circa 2 miglia. Visto che l’acqua non ce l’ha decido che non mi serve nemmeno il gasolio e con il binocolo spio le varie banchine per trovare un prezioso rubinetto. Il mio fiuto non mi inganna, attraverso il porto e ormeggio tra dei barconi per turisti, di fianco al rubinetto. Chiedo in giro, nessuno sa nulla, o forse non hanno voglia di indicarmi dove rivolgermi. E allora faccio da solo, nascosto in parte dalla colonnina riempio i serbatoi in pochi interminabili minuti, aspettandomi in ogni istante di essere rimproverato in croato, e poi fuggo giusto in tempo per lasciare il posto al barcone legittimo proprietario. Galvanizzato da questa piccola vendetta getto l’ancora per la notte in un angolo del porto, non voglio pagare nemmeno il posto in banchina! b2ap3_thumbnail_furto-acqua-3.jpgP.S. Il giorno dopo mi raggiunge un ufficiale dell’autorità portuale che mi dice che ovviamente è da quando sono arrivato che mi tiene sotto controllo col binocolo, e che se non levo l’ancora e non me ne vado entro dieci minuti mi fa 300 € di multa. Fuggo a gambe levate contento in ogni caso di non avere pagato l’acqua. Vado in capitaneria per fare l’uscita formale dalla Croazia, ormeggiando all’apposita banchina. Poco prima di salpare per il Montenegro un ragazzo con un tesserino mi dice che per esser stato lì devo pagare 100 kune. Casualmente mi viene in mente che in Croazia vendono l’acqua a 30 kune per 100 litri, che abbia parlato con l’ufficiale dell’autorità portuale?

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