Il crocierista che bazzica l’Adriatico d’estate conosce bene la situazione: generalmente si va in crociera in famiglia, moglie e figli compresi, i quali hanno orari che mal si abbinano con quelli delle brezze termiche. Capita spesso di muoversi a motore per fare lo spostamento quotidiano di 12 miglia in una piatta surreale, nemmeno una piccola cresta all’orizzonte.

Mentre si scola la pasta comincia ad arrivare la prima arietta che si trasforma in gradevole brezza nel primo pomeriggio. Ovviamente per uno strano giro di vento dovuto all’orografia locale, la brezza solleva un simpatico mare corto che entra dritto nella nostra baia, che sulla carta era a prova di termica. 

 

b2ap3_thumbnail_maeva-vento-2.jpgPurtroppo nel primo pomeriggio si fa la pennica o il bagno e quando è ora di salpare l’ancora ci sono tipicamente tre scenari. Primo: la brezza è sparita. Secondo: la brezza è bella tesa e viene proprio da dove dobbiamo andare, il che ci costringerà a fare quattro ore di vela invece delle due pronosticate (giocandosi il jolly veleggiata con la moglie). Terzo: la brezza è debole e soffia proprio verso dove dobbiamo andare, a vela si procederebbe a 2 nodi, a motore si muore di caldo perché il vento apparente è zero.

 

b2ap3_thumbnail_maeva-vento-3.jpgIn ogni caso, qualsiasi sia lo scenario della giornata, si può essere sicuri che una volta arrivati a meno di un miglio dalla rada per la notte, la brezza verrà proprio dal traverso e sarà gagliarda. Ci farà venire voglia di alzare le vele o di allungare la veleggiata. Ma lo sguardo a fessura della buona consorte farà si che l’idea non raggiunga nemmeno la parte più esterna del cervello, e rimanga ben confinata nei suoi più profondi meandri. 

 

b2ap3_thumbnail_maeva-vento-4.jpgHo sempre attribuito questo scherzoso comportamento del vento al fatto che quando bighellonavo a vela per la Croazia non avevo una vera e propria meta, e come ci redarguiva il buon vecchio Seneca «non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare». Quindi, ora che ho una destinazione, mi sarei aspettato un atteggiamento più accondiscendente da parte di Eolo. Invece ecco che in Croazia siamo riusciti a sfruttare tre termiche in 20 giorni. In Montenegro potevo andarci con il motoscafo che tanto non cambiava nulla. In Grecia il vento era solo notturno, e nel golfo di Patrasso e di Corinto i locali non hanno nemmeno la parola per tradurre il vocabolo “vento”. Dopo Atene mi aspettavo un favorevole Meltemi, ma probabilmente el nino lo ha boicottato. Finalmente nel sud del Peloponneso il vento c’è stato, ed anche bello forte e con mare. Ovviamente era contro, e ci costringeva a levatacce mattutine per navigare (a motore) prima che si alzasse. Arrivati in Sicilia abbiamo consumato più gasolio che acqua, le Eolie (il nome è ironico?) le potevamo fare in kayak. Ne abbiamo approfittato per le pulizie e i lavoretti! Ed ora eccoci fermi ad Alghero, in attesa che il maestrale che qua comanda si calmi e ci faccia andare alle Baleari.

 

b2ap3_thumbnail_maeva-vento-5.jpgA questo punto mi sorge il dubbio che forse ho capito bene quindi a chi devo dichiarare la destinazione per avere vento favorevole, qualcuno ha dei suggerimenti per aiutarci o mi metto il cuore in pace e attendo gli Alisei?

 

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