Affrontare un viaggio come il giro del mondo necessita per forza di cose che vengano prese delle decisioni tecniche con mesi di anticipo rispetto alla data di partenza.

Un esempio su tutti è la scelta della barca: chiunque interpellato risponderà che per stare ai tropici serve almeno una barca lunga 18 metri, in acciaio o alluminio, usata al massimo di sei mesi e con una serie di accessori da riempirci un negozio. Il paragone che mi piace fare è quello di chi vuole arrivare a Capo Nord in moto d’estate e non sa che mezzo comprarsi. Se prova a porre i suoi dubbi a chi ne capisce riceverà sempre un consiglio che gli costerà almeno 20.000 €. Solo documentandosi accuratamente scoprirà che volendo ci si arriva anche in vespa, e che la maggior parte della gente ci va con una moto di serie con già parecchia strada alle spalle. 

 

Lo stesso meccanismo avviene per la barca. Se qualcuno mi chiedesse che barca gli consiglierei ovviamente non starei a guardarne il costo, mica sono soldi miei. Ma siccome il giro del mondo lo faremo con i soldi nostri conviene informarsi bene. Innanzitutto bisogna capire da che parte si vuole passare e in che stagioni; questo ci permette di capire a grandi linee che condizioni meteo dovremo affrontare. La lettura critica dei tanti racconti di chi ci è stato aiuta a farsi un’idea della vita che verrà, contribuendo a delineare un’idea di barca. 

 

Il consiglio degli esperti

E poi c’è la parte più bella: parlare con chi ne sa di più. Generalmente questi individui si dividono in tre categorie: chi c’è stato, chi ripara le barche e chi non sa da che parte sta l’Est. Chi ha già vissuto esperienze simili alla nostra sarà una fonte inesauribile di consigli, grandi o piccoli, che ci sembreranno oro. Ognuno dettato dall’esperienza e da esigenze reali e concrete, ognuno motivato approfonditamente. Chi ripara le barche ci potrà dire quali modelli sono indicati e quali meno, e una volta scelta la barca potrà darci consigli su lavori da fare, rinforzi da prevedere e rotture da mettere in conto.

 

Infine l’ultima categoria è la mia preferita. Le personalità (così sono viste dai soci del circolo) che la popolano si aggirano in banchina preferibilmente nei weekend e mai con la pioggia. Amano raccontare di quella volta che ormeggiati in un marina croato subirono coraggiosamente un colpo di vento di 30 nodi. Suggeriscono continuamente l’acquisto delle più svariate attrezzature appena uscite sul mercato e che loro hanno già. Ma sopratutto ti offrono il caffè al bar, presentandoti come un vecchio amico a tutti i suoi amici. Una volta ascoltati tutti i pareri del caso e controllato più volte il portafoglio abbiamo deciso di comprare una barca in vetroresina, lunga 38 piedi, robusta, comoda e marina. E speriamo che galleggi! 

 

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