Il nostro giro del mondo sarebbe dovuto iniziare il 20 giugno, ma a causa di un meteo non proprio favorevole, abbiamo mollato gli ormeggi 2 giorni dopo, esattamente cinque mesi prima della ARC 2015; una coincidenza?

 

Sono le 4:30, sto scrivendo dal pozzetto di MyDream circondato dal buio, solo le luci di Gran Canaria che si ingrandiscono lentamente oltre la prua creano un po’ di bagliore. Le 100 miglia dell’ultima tappa di avvicinamento al porto di Las Palmas sono state divorate in 14 ore, grazie a vento e corrente a favore. Con questo regalo il mare si è fatto perdonare i precedenti cinque mesi di vento in faccia e correnti contrarie. 

 

b2ap3_thumbnail_gran-canaria-2.jpgLa scia che ci lasciamo a poppa è già molto lunga per i miei riferimenti (ovviamente è uno sputo nell’oceano), è densa di emozioni e vita che sono impossibili da replicare sulla terraferma. Un po’ di esperienza è stata fatta, siamo passati per posti mitici come Gibilterra e per posti stupendi come il Peloponneso. Abbiamo navigato a motore in acqua come olio o bolinato con poco successo contro 35 nodi di vento. Ormai conosciamo a occhi chiusi le manovre di MyDream e le sue reazioni. La ciurma si è ambientata, ha trovato i suoi spazi fisici e psicologici, vivendo momenti di gioia e di paura (non troppa per fortuna). 

 

Tanti amici sono venuti a fare un pezzo di mare con noi, per darci una mano anche se inesperti, per farci sentire meno soli e per farci vivere un distacco meno traumatico dagli affetti di casa. Nuovi amici si sono aggiunti strada facendo, questa volta carichi di un bagaglio marinaresco da cui attingere a piene mani; con questi ultimi faremo tanta strada insieme, anche se ognuno sulle proprie gambe. Capiterà di sentirli via radio a centinaia di miglia di distanza, o di incontrarli in qualche rada per mangiarci una carbonara insieme. Tra poche ore ci immergeremo in oltre 250 barche con circa 1200 persone di equipaggio, sarà un’ottima occasione per stringere altre amicizie.

 

Sono impaziente di arrivare, ma ho dovuto rollare il Genoa per non presentarmi davanti all’imboccatura del porto in piena notte. L’ARC è principalmente una regata per diportisti d’altura, offre un’organizzazione anglosassone ai tanti naviganti che vogliono portare per il Natale la barca ai Caraibi o che vogliono attraversare l’oceano come esperienza di vita. Sono tanti i motivi per parteciparvi, specie se alle prime armi con l’Atlantico. Prima della partenza sono previsti diversi seminari sui vari aspetti della vela d’altura, un approfondito check dell’equipaggiamento di sicurezza, e anche un intenso programma di feste e aperitivi (che non guastano mai). Durante la navigazione l’organizzazione provvede a inviare bollettini meteo, a mantenere un contatto radio giornaliero e a rilevare la posizione di ogni imbarcazione; inoltre si è in una flotta di 250 barche. Insomma, anche se in mare si è sempre da soli e bisogna contare esclusivamente sulle proprie forze, ci si sente molto meno soli!

 

b2ap3_thumbnail_gran-canaria-1.jpgMancano ormai poche miglia, tra poco albeggerà e mi immergerò in quello che per anni è stato il mio sogno di velista; poterlo raggiungere via mare, dopo mesi di navigazione aggiunge veramente un’emozione in più a quelle che già provo. È come se questo obiettivo me lo fossi sudato due volte.

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