Le bocche di Cattaro sono un’esperienza bellissima da navigare a vela; si entra dal mare aperto e si finisce in un lago alpino circondato da alte montagne a strapiombo sul mare.

 

Cattaro sembra una perla incastonata in fondo all’ultimo mare interno. Sto già pregustando la vista del castello vecchio che sovrasta la cittadella fortificata, mi basta doppiare l’ultima punta e… ecco spuntare l’immensa prua di acciaio di una nave da crociera. La sua sagoma occupa tutto lo scenario, come se davanti alla Monna Lisa avessero messo un comodino. Ma la sorpresa non finisce, perchè la sua mole nasconde una seconda nave, solo impercettibilmente meno mastodontica della prima, e per questo più vicina al paese. Rinuncio all’idea di avere una vista d’insieme della città, nel pomeriggio mi farò una scarpinata fino alla cima delle vecchie mura per goderne da lassù.

 

b2ap3_thumbnail_cecrocieraecrociera_1.jpgE pensare che quelle navi hanno un certo fascino su di me, forse a causa della mia istruzione di ingegnere. Così enormi fuori dall’acqua che mi domando se non ingannino la spinta di Archimede, un pò come fa l’olio che si ostina a galleggiare sull’acqua; dev’essere un’illusione. E qualche trucco tecnologico l’hanno sicuramente usato anche per queste navi, per evitare che abbiano un pescaggio di venti metri; le guardo curioso sperando di ghermirlo. Inoltre sono pure brutte, così gobbe, alte (chissà quanto vento pigliano), con la poppa che sembra una difficile parete da arrampicata sul mare e il ponte di comando qualche piano più in basso dei livelli più alti.

 

Però di notte popolano i mari, mi fanno un sacco di compagnia nelle traversate, non come qualche anno fa che se vedevi una petroliera era un evento. Dapprima l’AIS mi dice dove sono e tutte le varie informazioni (sono quelle più complete, certi cargo nemmeno mettono il nome). Poi da lontano si scorge un bagliore giallognolo che lentamente si avvicina e si ingrandisce, facendo parecchia strada insieme dato che la loro velocità di crociera è piuttosto bassa. E quando finalmente sono vicine non posso non ammirare il tripudio di luci studiato da qualche architetto, il nome in bella vista e perfettamente illuminato. Alle volte è impossibile trovare le luci di via!

 

b2ap3_thumbnail_cecrocieraecrociera_2.jpgSolo che di giorno, ferme davanti a Cattaro danno proprio fastidio. Assomigliano a delle formiche regine attorno alle quali le operaie, tramite dei battelli arancioni, si affrettano a sbarcare a terra i turisti, generando un certo traffico e un simpatico e continuo rollio una volta alla fonda. Dentro le mura della cittadella c’è un intenso lavoro della popolazione locale volto a mungere quanti più soldi possibili dai benestanti croceristi. Guide della città, mimi, bar, ristoranti, negozi di souvenir, di abbigliamento e di leccornie locali. Faccio difficoltà a trovare un panettiere, non oso immaginare dove siano i ferramenta!

 

Sicuramente l’economia locale ne giova parecchio; qualunque persona dotata di inventiva (neanche molta) e voglia di lavorare può trarre vantaggio dalle circa tremila persona che ogni giorno, per cento giorni l’anno, imperversano armati di macchina fotografica e portafogli per le viuzze del paese. Però il paese, anche se più restaurato e pulito dell’ultima volta, mi sembra svuotato, assomiglia sempre più a un centro commerciale: una moltitudine di vetrine da cui è sparita la vita reale, quella delle gente che il posto lo abita anche d’inverno. A me non piace troppo girare per questi posti, dove puoi prendere un’attacchino per il frigo o un calendario del 2016 con le foto di Cattaro dall’alto, ma dove non riesci ad assaporare i ritmi e le tradizioni del luogo.

 

Allora, visto che il paese e la popolazione ne traggono un indubbio vantaggio economico, propongo di far arrivare questi bestioni da crociera due anni si e due no, pubblicizzando l’evento sul sito internet del luogo. Così nei due anni si il paese si fa bello e l’economia fiorisce, nei due anni no può visitarlo indisturbata la gente come me, che gioverà di un paese tirato a lucido e soprattutto potrà viverlo senza la ressa, gustando i sapori e gli odori che gli appartengono.

 

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