Stanco e bianco arrivo all’aeroporto di Cancun. Il cielo è azzurro, ci sono due grandi nuvole che ricordano la panna montata. Il sole scotta, il vento è caldo. Salgo in macchina, chiudo la portiera e mi guardo intorno… Sono in Messico.

 

In me c’è la consapevolezza che mi attendono più o meno quattro ore di strada totalmente dritta che mi porteranno “alla fine del mondo”, Mahahual. Sono molto stanco ma la situazione mi eccita non poco; quanto basta per girare la chiave, abbassare il finestrino, alzare la musica e schiacciare l’acceleratore. La strada è lunga, senza fine. Da una parte vedo grandi e lussuosi resort, dall’altra giungla e verde. Sento già il profumo del mare. Alzo di poco lo stereo.

 

b2ap3_thumbnail_messico-arrivo-3.jpgPasso i resort nei pressi di Playa del Carmen, Puerto Aventura, Akumal e sempre di più mi addentro nello spazio infinito di questa nazione. Scruto ranchero con cani randagi al seguito, cenote (grotte con acqua docle all’interno), baracche di legno e venditrici di frutta fresca. Sono a metà strada, verso il mare… Il lusso è alle spalle ormai da ore, sono inghiottito dal nulla, costeggio la riserva naturale di Sian Ka’an. Scendo in una fatiscente stazione di servizio, vedo sorrisi. Scambio due parole con il ragazzo che mi vende un refresco e ho la certezza di essere finalmente nel vero messico caribeno.

 

b2ap3_thumbnail_messico-arrivo-4.jpgSalgo in macchina più umile. Mi dirigo verso Felipe Carillo Puerto, una cittadina caotica e vivace. Un minicentro sperduto a centinaia di chilometri dalla civiltà come la intendiamo noi. Mangio un tacos all’angolo della strada con due bambini e il fatto che uno dei due indossi la maglia dell’Inter è un buon motivo per chiedere informazioni e conoscersi.

 

b2ap3_thumbnail_messico-arrivo-2.jpgSempre più a sud, verso il Belize, entro in Costa Maya. Una piccola regione protetta a cui fa capo il municipio di Othon P. Blanco nello stato del Quintana Roo. La segnaletica mi avvisa che mancano 55 Km all’arrivo. Dopo più di tre ore di strada completamente dritta svolto a sinistra e inizio gli ultimi 55 chilometri che mi dividono dal mare. Verde totale e manglar, le mangrovie, casa di coccodrilli e aironi, a perdita d’occhio. Questa è la cornice. Mahahual si presenta con un grande viale contornato da bellissime palme. In fondo vedo il faro. Parcheggio e scendo…

 

(continua la prossima settimana…)

 

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