Prendiamo l’aereo da Cancun dopo un tragitto molto silenzioso dovuto alla nottata appena passataDopo circa un’ora e mezza atterriamo a Panama City, la capitale. Siamo tutti molto esaltati, soprattutto W e io. 

 

Nel nostro immaginario reputiamo Panama City la nuova Miami del centro america, una nuova “porta” d’ingresso per il Nord (o per il Sud) America. Abbiamo grandi aspettative e durante il tragitto aeroporto/città immaginiamo a come sarà da lì a poco. La prima cosa che noto durante questo tragitto è la poca presenza di macchine che c’è in strada. Man mano che ci avviciniamo alla city vediamo parecchi edifici, per lo più moderni grattacieli e grandi strutture. Uno skyline imponente che si staglia davanti all’oceano. 

 

b2ap3_thumbnail_blog-panama-1-2.jpgAppena arriviamo l’atmosfera è abbastanza triste e mi pervade una grande delusione. La maggior parte degli edifici è stata abbandonata da anni. Alcune strutture hanno addirittura ceduto e alcuni pezzi sono crollati. I cartelli di vendita appartamenti sono oramai sbiaditi dalla salsedine. Tutto questo circondato da poca gente per strada. In alcuni casi, non bella gente. La prima cosa è stata associare Panama City a un moderna città fantasma. La delusione mista a curiosità si nota sui nostri volti. Il tassista mi dice che è un periodo di transizione per Panama e sicuramente si riprenderà. 

 

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Quello che penso io, invece è che il panamense ha annusato e quasi toccato con mano la speranza di fare un radicale salto in avanti come qualità della vita, infrastrutture e turismo, ma è stato interrotto e rovinato dalla crisi mondiale. Durante il nostro soggiorno, parlando con la gente del posto, mi confermano che molti costruttori americani sono falliti e hanno lasciato a metà i progetti. Quindi, per la gente del posto, è come se avessero interrotto un bel sogno. Nell’aria si sente rassegnazione mista a rabbia. Ci facciamo lasciare in uno dei due hotel più lussuosi della città, dato il costo contenuto. Un 5 stelle al prezzo di un 3. Perfetto! Mentre entro, guardandomi intorno, vedo delle curiose persone. Alcune molto brutte, come atteggiamento. Un signore mi chiede un dollaro per mangiare qualcosa, rivolgendosi a me come di solito odio: da cafone! E non era di certo un barbone, anzi… Non gli do una lira e mi liquida facendomi strani cenni…

 

Continua…

 

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