Appena entrati nell’albergo, dietro l’uomo dell’elemosina, mi colpisce la presenza di un 50enne americano mano nella mano con una ragazzina panamense che potrebbe essere sua figlia. 

 

Tutto questo mentre due taxi abusivi ci chiedono di portarci in giro con delle prostitute che sembrano ubriache alle 2 del pomeriggio. Bene, dopo quasi due ore a Panama City la delusione si fa più forte e il primo pensiero che arriva al mio cervello dopo le scene appena vissute è stata: «In che posto di merda siamo finiti?!». L’hotel, molto bello ma molto “americano” ha un grande bar e il casino. Ci rilassiamo al bar chiacchierando.  La delusione è al centro di ogni commento. Verso sera decidiamo di andare in giro a esplorare. Usciamo dall’hotel a fumare una sigaretta e a organizzarci quando un ragazzo sulla trentina che ricorda Slot dei Goonies si avvicina e ci offre un improvvisato servizio da autista privato. Ci dice che con 40 dollari in 4 ci porta a vedere la zona con i locali e ristoranti. Dice che ci aspetterà fuori da i posti che sceglieremo e ci porterà dove vogliamo andare. «Va bene, andata» gli diciamo. Prima tappa, una via con vari locali. Scendiamo e ci salutiamo dandoci l’appuntamento tra due ore. Girato l’angolo c’è questa via chiusa con tre, quattro locali dove pompa musica reggae, salsa e merengue. 

L’età media si aggira intorno ai 20 anni e la sensazione che ci gira intorno è quella di non essere proprio i benvenuti. Beviamo un drink al bancone di uno di questi locali e usciamo non appena finito. Entriamo in quello a lato e ne beviamo un altro. Facciamo fatica a scambiare due parole con la gente per il volume e per il loro tasso alcoolico. Dopo quasi due ore decidiamo di andarcene, senza troppi rimpianti. 

 

Missing in action…

b2ap3_thumbnail_blog-panama-2-2.jpgQuando usciamo il nostro tassista è sparito. I ragazzi, come me, sono incazzati neri. Dopo l’inizio non certo esaltante, visti i locali e visto come si è comportato Slot (il tassista) già circolano voci di andarcene da Panama prima del previsto. Ormai abbiamo capito che questo sarà lo stile e l’ospitalità e ce ne facciamo una ragione. Dopo aver chiamato un altro taxi torniamo in hotel e ci buttiamo sui tavoli da gioco. Io mi piazzo alla roulette e dopo un paio di colpi vincenti mi si avvicina una prostituta sui 45/50 anni, ma che ne dimostra 70, senza un dente e con il rossetto in parte fuori dalle labbra. Gentilmente le dico che non sono interessato e che ho bisogno di concentrazione. Mi manda letteralmente a cagare. Sono sempre più convinto che dobbiamo cambiare posto al più presto. 

 

Saranno state le 4 del mattino quando sento «Hey man» dietro al mio orecchio mentre sto facendo le mie puntate. Quando mi giro vedo il nostro tassista, che ci ha piantato li all’incirca 4 ore prima. Faccio solo un cenno con la testa per salutarlo quando fissandomi mi dice che gli dobbiamo pagare il servizio precedente. Io gli sparo un gran sorriso e gli dico molto onestamente che non vedrà un soldo. Lui replica che ci ha aspettato fuori dal locale e noi non l’abbiamo visto. Gli dico che è meglio mollare il colpo perché gia vedo W che sta arrivando. Gli dico al panamense di parlare con il mo amico W. W arriva e gli dice di levarsi dalle palle il più veloce possibile e che ha beccato la gente sbagliata per spillare isoldi. Il tassista con un fare minaccioso si allontana e se ne va…

(Continua)

 

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