(Leggi la prima parte, Macao, un ibrido tra Europa e Asia).
La bellezza e l’atmosfera storica delle vie del centro, si fondono, e infine scompaiono, man mano che si scende, dalla collina dove sorge San Paolo, lasciando spazio a case in stile popolare cinese e parchetti affollati di uccellini in gabbia, anziani che chiacchierano e qualche bambino.
Le vie limitrofe sono particolarmente decadenti, ma non meno affascinanti.
Puoi mangiare zuppe per strada, schivando facchini che spingono carretti pieni di giocattoli taroccati, inalando smog scaricato da bus pieni di gente .
 
Si intravedono grossi building che ospitano hotel e casino.
Non gioco d’azzardo e ho tempo limitato, prima di tornare a Hong Kong, quindi non posso raccontare di hotel e casinò, ma da quanto ho potuto vedere, come in tutti i casinò del mondo, la clientela è formata da turisti. Anche se mi piace fantasticare su elementi asiatici, esotici e poco raccomandabili come in un film di Johnnie To o John Woo. O forse è proprio cosi.
L’atmosfera di Macao, a un fanatico di cinema come me, risulta proprio un tuffo nei film dei registi sopracitati o nei film con Bruce Lee e questa cosa mi rapisce parecchio. Alcuni scorci, alcune vie sono proprio quelli.
Color pellicola graffiata e ingiallita dei film come non ne fanno più.

MACAO-JUNE 25 2015: Tourists visit the Historic Centre of Macao-Senado Square on JUNE 25 201 in Macau. The Historic Centre of Macao was inscribed on the UNESCO World Heritage List in 2005.

Macao, molte facce e molte anime

È vissuta, storica, misteriosa e decadente. Sporca, elegante, popolare, commerciale,  caotica e anonima.
Un ibrido, se ben riuscito o poco riuscito non lo so.
So solo che se sarete da quelle parti, non potete non andarci.
Mentre aspetto il traghetto veloce che mi riporti ad Hong Kong, guardando su nel cielo grigio, vedo elicotteri che si apprestano ad atterrare su building specchiati.
Macao magari non te la racconta giusta, ma certamente, nel bene e nel male, te la racconta.

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