Il mio amico Saimon sta attraversando un periodo di estremo stress e dopo l’ennesima chiacchierata mi dice che vorrebbe andare una decina di giorni al mare. Io, nel mentre, mi trovo a Milano per un periodo quindi è più facile vedersi e parlarne. «Il più lontano possibile», mi dice lui.

Dopo aver preso qualche informazione su alcune isole dei caraibi tra cui Bahamas, Turks and Caicos e Antigua decidiamo, non so perché, di andare a Barbados.

Londra- Bridgetown: due settimane dopo e ci troviamo sull’isola-nazione indipendente.

 

b2ap3_thumbnail_barbados-6.jpgAll’aeroporto, la polizia mi ferma prima di uscire.

Mi fanno appoggiare lo zainetto sul tavolo dei controlli e mi dicono che a Barbados è assolutamente vietato portare abbigliamento o accessori in camouflage (colori mimetici militari). Solo l’esercito può indossarli. Rischio? Confisca dell’oggetto in questione.

Il mio zaino è assolutamente militare e così, dopo aver capito e accettato, mi fanno ribaltare e risvoltare lo zaino, con l’interno bianco rosso, così da portarlo in braccio. Mi dicono che una turista che aveva un vestito lungo militare è uscita dall’aeroporto in costume!

 

Ab2ap3_thumbnail_barbados-3.jpglloggiamo in un hotel categoria medio-bassa (per il livello dell’isola) tra Bridgetown (la capitale) e Oistins, la parte sud/ovest, la parte che si affaccia sul mar dei Caraibi.

La prima cosa che ci salta all’occhio è l’enorme spiaggia che abbiamo davanti, sabbia bianca e mare azzurrissimo con piccole onde (questa poi sarà la vista dalla camera).

La seconda è la clientela estremamente anziana che ci gira intorno. L’hotel mi ricorda la Miami di Scarface e il turismo pacchiano/esotico di quegli anni. Il prezzo, anche senza essere al top o quasi, è molto alto. In teoria abbiamo pagato molto la vista dalla camera. In pratica abbiamo pagato la vista di un tripudio di pensionati che si godono la vita! (…e fanno bene!)

A parte questa parentesi, siamo felici.

 

b2ap3_thumbnail_barbados-4.jpgIl primo giorno lo passiamo in un bar sulla spiaggia stile Jamaicano a Holetown, a ovest dell’isola. Da dove abbiamo l’hotel sono 45 minuti di spettacolari scorci di mare, palme, ville da pace totale dei sensi, baracche con frutta e, in fondo, Bridgetown, la capitale.

Al primo impatto, sbagliando le vie, sembra di essere a Compton, il ghetto dei ghetti di Los Angeles.

 

La capitale si rivelerà, poi, una cittadina molto simpatica e curiosa.

Conosciamo Freddy sulla spiaggia, un ragazzo bajan (abitanti nativi di Barbados, di origine africana). Ci fa sistemare sui lettini e passerà praticamente tutto il giorno con noi.

b2ap3_thumbnail_barbados-5.jpgIl mare è calmo e turchese, c’è silenzio. Una canzone tropicale in lontananza mi fa notare coppie, famiglie e… anziani.

In quel momento ho pensato : «Cosa ci faccio alle Barbados con Saimon dieci giorni? Sto bene?» Mi rincuoro pensando che sono ai Caraibi in inverno, ci rilassiamo e spariamo cazzate sdraiati con le birre ghiacciate in mano… in fondo va bene cosi!

 

(Continua)

 

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