Avamposti solitari che si spingono come prue verso l’ignoto, dove la terra finisce e comincia il mare. Sono i capi, sfida per i naviganti che cercano di doppiarli, attrazione fatale di nostalgici e romantici.

Da Capo Nord in Norvegia a quello di Buona Speranza in Sudafrica, dal Cabo dal Roca in Portogallo a Finisterre in Galizia, a Punta Carena a Capri, racconteremo i più suggestivi.

A cominciare dal leggendario Capo Horn dichiarato dall’UNESCO Riserva mondiale della Biosfera in Terra del Fuoco. La luce livida, i fiordi sinuosi scorrono davanti agli occhi durante la navigazione sulla nave della Cruceros Australis da Punta Arenas in Cile, l’unica che sbarca sul celebre isolotto di 400 metri d’altezza.
Si avanza lungo lo stretto di Magellano e il canale di Beagle ridossati, fino  alla baia di Ainsworth e le isole Tuckers, si scende a terra con i gommoni tra pinguini, cormorani reali, elefanti marini. Attorno, la distesa di ghiacci azzurri che si ammira anche  dalla vetrata della  propria cabina, imperdibili i tramonti sul ponte a prua. Il capo appare all’improvviso, annunciato dal faro rosso circondato di nuvole minacciose, 55,97° Sud – 67,27° Ovest. Un piccolo promontorio che segna il confine tra i due più grandi oceani della terra perennemente infuriati. Sull’isola vive solo il guardiano del faro, l’unico contatto è il pilota dell’elicottero che ogni due mesi gli porta i viveri.

Per info e prenotazioni
www.australis.com
www.patagoniaworld.it

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