Ci sarà anche il regista Michael Radford a Salina, a maggio, all’inaugurazione della Passeggiata Massimo Troisi, la stradella di Pollara che l’attore percorreva in bicicletta dalla casetta rosa dove s’incontrava con Neruda fino alla spiaggia diventata famosa in tutto il mondo.

 

Perché vent’anni fa, dietro la macchina da presa, c’era il regista britannico a girare Il postino, lo struggente film dell’artista amatissimo, introverso e malinconico come a volte i napoletani sanno essere. “Io non parlavo italiano, lui non sapeva una parola di inglese, ma ci capivamo perfettamente” ricorda Radford. Un anniversario che l’isola di Salina si prepara a ricordare con Il Postino Memorial, monumento dedicato all’attore, una mostra con cimeli del film e incontri culturali. La madrina sarà Maria Grazia Cucinotta che deve al capolavoro cinematografico la fama internazionale.

 

Vado a Salina da molti anni, ritrovo gli amici come l’ex vigile Santino Rossello, anima dell’isola, in grado di risolvere ogni problema a chi sbarca qui. Adesso è un po’ più tecnologico, quasi tremila amici su Facebook, dal grande regista al direttore di rete televisiva, ma anche il pescatore con cui esce a totani nelle notti senza luna. Quando arrivo al porto, me lo vedo davanti, gli occhi azzurrissimi e ce ne andiamo a berci una malvasia con la cassata più buona del mondo alla pasticceria Matarazzo. Sono a casa.

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