C’è un luogo a Parigi dove i turisti sono davvero pochi, trascurato dal fashion system.

 

I tavolini quasi sfiorano l’acqua della Senna, qualcuno legge un libro, la musica è chillout a Les Nautes, nell’ottocentesca Maison des Celestins, in mattoni rossi, storico luogo di incontro dei battellieri, appena ristrutturato con una cantina en plein air di ottime etichette che accompagnano ostriche, sardine bretoni, crostacei. Dove sono previsti concerti live, spettacoli di danza contemporanea. Siamo sulla Rive droite, al quai des Celestins o port aux Pavés, storico luogo di mercanti di vini e spezie che accolse il 25 ottobre 1784 i primi passi del giovane Bonaparte a Parigi. Davanti, l’Ile Saint Louis e il point de Sully. Un paesaggio da couper le souffle.

 

I modaioli invece proseguono verso il quai d’Austerlitz, al Nuba, con giardino lussureggiante, dove si balla fino alle ore piccole al suono dei DJ della celebre discoteca Baron: arredi etnochic, piatti rigorosamente biologici. Nella stessa zona, si ispira invece all’apripista newyorchese il Mob (da Maimonide e Brooklyn), vegetariano, nessun ingrediente di provenienza animale, miglior ristorante-nature di New York secondo il Daily News. Il proprietario Cyril Aouizerate, filosofo e urbanista, è il fondatore degli hotel Mama Shelter con Philippe Starck. Qui anche gli hamburger sono vegetariani, serviti con sandwich con chorizo e cheese cake sulla terrazza, vista commovente sulla Senna, naturalmente.

 

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