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Arrivano al calar del sole, carichi delle loro prede preziose, i pescherecci in legno colorato, specializzati in una pesca antica che si fa da ottobre a maggio, rastrellando il fondo del mare.

E scaricano sul molo del villaggio normanno di Port en Bessin, a due ore da Parigi, affacciato sulle acque della Manica, cascate di coquille saint Jacques, le saporite capesante. Protagoniste di un’appassionata asta tra ristoranti e baracchini. Uno spettacolo da non perdere: qui si riforniscono gli chef più famosi che le accompagnano con burro di Isigny, un paese a pochi chilometri, una prelibatezza. E’ il momento ideale per una grande bouffe. Come quella offerta dal Chateau de la Chenevière, un castellotto settecentesco in un parco, dove il cuoco, specializzato in ricette tradizionali a base dell’apprezzato mollusco, si esibisce in una decina di piatti. E grand plat di frutti di mare si servono anche a Le Bistro D’à Côté o a l’Ecailler, sul molo.

Distese di ostriche
Qui si affacciano le spiagge del D day, il giorno più lungo, come la mitica Omaha, che si possono visitare, procurandosi il libretto Plages du Debarquement, all’ufficio del turismo di Port en Bessin.  Scoprendo  il cimitero americano spazzato  dal vento con le tombe uguali rivolte a ovest , verso la madre patria. Deauville è una sfilata di stravaganti architetture Belle Epoque sulla spiaggia di “Un uomo e una donna” (“chabadabada…, facciamo felice il cameriere, avete una camera?“) il mitico film di Claude Lelouch che ha fatto sognare una generazione. Distese di saint Jacques, cascate di ostriche e camembert di fattoria, sono in bella mostra al pittoresco mercatino.

Honfleur, oggi come nel Seicento
A qualche chilometro, Honfleur, con il porticciolo uguale a com’era nel Seicento (nella foto in alto a sinistra), da cui partivano le barche dei pescatori di merluzzi per il Canada. Si dorme a Les Maisons de Léa, in place Sainte Catherine. A pochi passi dalla chiesa del 1400 con la volta in legno che ricorda una chiglia. L’itinerario della nostalgia prosegue a Etretat. L’alta scogliera con la forma di un elefante che tuffa la proboscide in mare, è stata immortalata in vari quadri di impressionisti. Un nome per tutti Claude Monet.

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