Per un paio di generazioni l’India e il Nepal sono stati il viaggio di iniziazione, terra promessa per hippie, mistici e new age, a cui si ispira Niccolò Ammaniti nel documentario in The Good Life, girato l’anno scorso.

 

Si raggiungeva Kathmandu, per secoli la principale stazione della via carovaniera che dalle montagne dell’Himalaya scendeva verso le pianure del nord dell’India, dall’indiana Patna, su un autobus scassato, più di 200 interminabili chilometri lungo strade vertiginose. All’arrivo, la torre Dharahara, patromonio dell’Unesco, maialini neri nelle strade di fango, piazza Durbar, i tetti dorati dei templi che sfioravano il cielo azzurro. I pellegrini si bagnavano nelle acque del fiume sacro Bagmati lungo i ghat, le scalinate. Nei giorni di festa la gente saliva sulla collina sacra di Swayambunath e offriva al dio grandi coni di cibo a forma di stupa. Sotto i giganti himalayani di 8000 metri, i villaggi di contadini Kagbeni, Jarkot…

 

Ho cercato davanti alle immagini delle rovine dopo il terremoto trasmesse dalle televisioni di riconoscere i luoghi di quel lungo viaggio, dove Bertolucci girò molti anni dopo Il piccolo Buddha, i palazzi di Bhaktapur, altro patrimonio Unesco, dove i vasai cuociono la terracotta all’aperto, tra finestre merlate e venditori di momo, i ravioli locali. E la medioevale Patan in cui Buddha convive con Ganesh… lo stupa di Boudhanath, il più grande tempio buddista fuori dal Tibet. Abitavamo in una piccola locanda, semplicissima. In una bottega polverosa di souvenir, illuminata a luce di candela, convinsi il proprietario a vendermi il suo tanka, l’arazzo che aveva appeso dietro il banco: è in una teca nell’ingresso della mia casa.

 

Chissà che proprio questa catastrofe non riesca a coinvolgere il resto del mondo sui nuovi e vecchi problemi di questo paese poverissimo, in crisi idrica da anni, dove la maggior parte dei bambini non possiede scarpe e non andrà mai a scuola. Mi piace pensare che un giorno tornerò nelle strade senza nome di Kathmandu, ricostruita con i suoi templi, le sue case, berrò birra al miglio con gli abitanti dai sorrisi dolcissimi, sotto le cime innevate più alte del mondo.

 

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