parigi_lungo_la_senna

Ogni anno all’inizio di dicembre quando le decorazioni illuminano le strade, vado a Parigi. Allora, come il protagonista di Midnight in Paris, il piccolo capolavoro del grande Woody che ci ha restituito la città incantata dei film di Carné e di René Clair, passeggio per i miei luoghi del cuore.

Lungo la Senna innanzitutto, tredici chilometri d’acqua, tre isole, quaranta ponti, e 245 bouquiniste. A primavera quasi 5 ettari saranno sottratti al traffico. Una passeggiata di più di due chilometri porterà dal Museo d’Orsay alla tour Eiffel, dalla piazza del museo una scalinata scenderà a pelo d’acqua sul fiume, all’altezza di pont de la Concorde ci sarà un arcipelago di giardini galleggianti.

Per ora mi fermo ai giardini Tino-Rossi che sfiorano l’acqua vicino all’Institut du Monde Arabe, e ogni sera, nelle domeniche da maggio a ottobre, si trasforma in una sala da ballo a cielo aperto con tangueros improvvisati (qualcuno sfida il freddo e si esibisce anche in inverno). Non mi perdo place Furstenberg, la più romantica della città, nel 6° arrondissement, chiusa al traffico, con il delizioso Museo Delacroix. E neppure place Dauphine dove abitavano Simone Signoret e Yves Montand: a triangolo, con la punta che termina in mezzo al Pont Neuf.

A cena, il mio indirizzo preferito è Au Petit Sud Ouest (46, Avenue de la Bourdonnais, tel. 0033 1 42744128): una bottega di foie gras con annesso piccolo ristorante dove lo si compra e lo si gusta poêlé al calvados, con funghi o mele. Dall’altra parte della Senna, il Marais, il quartiere più trendy. Qui il mio appuntamento fisso è la Candelaria (52, rue de Saintonge) per un cocktail con tacos e quesadillas, in un ambiente in pietra e legno affollato di creativi. A pochi minuti da place des Vosges, la piazza più bella di Parigi. E quindi del mondo.

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