Il miracolo è avvenuto, Tsipras ha vinto. E siamo in molti a fare il tifo per questo gruppo di visionari che avranno bisogno di un grande coraggio e di un pizzico di follia. Staremo a vedere.

 

Perché la Grecia fa parte delle nostre vite. Dalle prime vacanze da backpacker, dormendo a due lire nelle case dei pescatori, al ritorno da adulti alla ricerca del “come eravamo” a bordo del traghetto della compagnia Skopelitis che sfida il meltemi e si insinua nei porticcioli tra i pescatori che puliscono le reti gialle e bordeaux. Una Grecia antica, bucolica, che resiste fuori dalle rotte dei viaggi organizzati. Qualche ovile, tanti asini e capre, donne vestite di nero. Tappa di un gran Tour minimalista, sfuggito alla globalizzazione, sulle tracce della nostalgia, alla scoperta di calette di ciottoli bianchi e sabbia dorata racchiuse da uliveti, piccoli kafenion bianchi e azzurri dove si gioca a carte, barche di pescatori che ti portano alle spiagge inaccessibili via terra e alle isolette attorno.

 

Un luogo dell’anima più che una destinazione turistica. Riscoperta anche dall’autorevole rivista Travel & Leisure che individua scorci nascosti dove staccare la spina in una vacanza senza fili, senza antenne paraboliche. La parola d’ordine è unplugged, ovvero sconnessi, lanciata anche dall’Economist che la inserisce nei nuovi trend. La memoria diventa dunque l’avamposto di un nuovo concetto di lusso, dove non funzionano i cellulari, non si accettano le carte di credito, non ci sono discoteche, ma solo concerti di chitarra sulla spiaggia, e soprattutto non i soliti noti, degni dei cortei di boat watcher che battono Santorini.

 

b2ap3_thumbnail_grecia-2_20150130-131659_1.jpgÈ la Grecia di Donoussa e di Schinoussa, nelle Piccole Cicladi disposte a cerchio a sud dell’affollatissima Naxos. Un paio di taverne, un negozio venditutto, un taxi, un telefono pubblico. Qui l’evento può essere la festa alla chiesetta sospesa sul mare azzurro dove il pope raduna gli abitanti, personaggi del romanzo popolare dell’Egeo, e le donne portano moussaka e formaggio di capra conservato nei cestini di vimini intrecciati a mano, da consumare insieme ai viaggiatori che si avventurano fin qui.

 

A Schinoussa, una corona di isolotti satellite, sono le diciassette spiagge che si raggiungono lungo sentieri e mulattiere in mezzo alla macchia mediterranea, la vera attrazione. La più famosa è quella di Tsigouri, ombreggiata di tamerici, 10 minuti a piedi dal porticciolo di Mersini, di sabbia dorata. Imperdibile la mezzaluna dorata di Kendros, con il baretto che serve insalate e macedonie, dove leggere, fare un bagno e la baia di Kalotaritissa, una dozzina di case, alla fine di una passeggiata lungo la strada a picco su anfratti e calette blu cobalto.

 

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