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Addio paradisi tropicali funestati in estate dagli uragani, templi cambogiani, scarpinate sulle piramidi del Messico. “E’ il momento peggiore a memoria d’uomo” affermano sconsolati gli esperti della World Tourism Organization.

Oggi il vero paese esotico è proprio l’Europa. Ulisse ritorna a casa dopo aver doppiato il capo del Duemila. Dove un incontro da ricordare può essere quello con Chien Noir, il marinaio dell’isoletta di Groix (nella foto a sinistra), in Bretagna, che intreccia le cime per velisti doc come Isabelle Authissier.

Dopo aver reciso il cordone ombelicale con il vecchio continente spaziando per i luoghi più remoti del mondo, si ritorna alle proprie radici. Il viaggio non è più un evento straordinario da raccontare agli amici. Oggi si punta sul lusso etico, la sobrietà del non apparire, sul tempo libero da dedicare a se stessi. Ma è il Mediterraneo celebrato in un’infinità di libri l’attrazione fatale del viaggiatore di questi tempi, il mare nostrum perfetto per vacanze luxe, calme et volupté, tra deserti infuocati, scogliere variopinte, uliveti a perdita d’occhio. Pigri come Oblomov ci si regala giornate a flaner, al dolce far niente, ormeggiando in cale deserte, tuffandosi nel mare turchese, tra villaggi bianchi e tramonti da brivido.

Una vera scoperta è Gavdos (foto a destra), sessanta miglia a sud di Creta, 300 miglia dalla Libia. Solo una cinquantina di persone abitano sull’antica Ogigia, dimora della ninfa Calypso, l’isola più a sud d’Europa, ricoperta di macchia mediterranea. Le spiagge sono caraibiche, come la lunga distesa bianca di Ioannis che si inerpica con le dune di sabbia verso le colline. Sosta d’obbligo la Iorgos & Maria Tavern (0030 2823042166), per gustare il pesce pappagallo catturato in queste acque quasi tropicali. Si dorme nelle camere very basic, ma a  una manciata di euro di Arkalakis Nikos (tel. 0030.2823042120).  La Grecia degli anni Sessanta.

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