Secondo il Daily News, nel 2016 almeno due milioni e mezzo di visitatori sbarcheranno a Sri Lanka, tra i 20 paesi più belli del pianeta, afferma un’inchiesta tra i lettori pubblicata dal quotidiano britannico Telegraph.

Non a caso è nata proprio qui in Sri Lanka (da anni ormai nella top ten delle destinazioni preferite dai viaggiatori di tutto il mondo) qui la parola Serendipity, dall’antico nome persiano dell’isola e che significa il trovare qualcosa di bello che non stavi cercando. Per me il posto più fascinoso  è Galle, la città coloniale sulla costa sud.

 

b2ap3_thumbnail_sri-lanka-galle-5.jpgDa conquistare lungo la strada che da nord scende verso il mare tra bananeti, frangipani, palmeti. Il vero incanto sono le riserve naturali come Yala dove circolano liberi gli elefanti. Ce ne sono più di tremila che vivono allo stato selvaggio, simbolo dell’isola, scolpiti nei bassorilievi, sulle colonne in pietra dei templi.

 

b2ap3_thumbnail_sri-lanka-galle-1.jpgLa strada tocca Tangalle e  Mirissa, due baie divise da un’isolotto: a ovest c’è una distesa di sabbia fine lunga un chilometro, a  est alcune calette, dove immergersi per praticare lo snorkeling o sfruttare le onde per fare surf. A Weligama invece si vede la scena rappresentata nella famosa foto Stilt Fishermen del 1995 di Steve Mc Curry dove uomini appollaiati su trampoli pescano nel mare attorno. Peccato che oggi sia più che altro una messa in scena per i turisti con tanto di rupie da pagare per immortalarli.

 

b2ap3_thumbnail_sri-lanka-galle-2.jpgA piedi o a bordo delle barche che salpano da Unawatuna, si approda a Jserenungle Beach, incastonata nella foresta. Qui non c’è nulla, solo un baracchino che prepara gamberi alla griglia, qualche ombrellone e qualche habitué che esplora la barriera con maschera e pinne. Galle mi è apparsa davanti agli occhi con il vecchio forte (foto sotto) illuminato dalle luci dorate del tramonto, i vicoli dove si scoprono i magazzini di cannella di cui l’isola è il terzo produttore al mondo, le dimore d’epoca, le botteghe dei gioiellieri, i caffè di tendenza, la chiesa olandese (a destra), l’Historical Mansion, museo, galleria, boutique.

 

b2ap3_thumbnail_sri-lanka-galle-3.jpgDa non perdere l’atelier Jo Jo di proprietà di un’italiana  e di un singalese specializzati in gioielli di pietre dure delle miniere dell’isola, dai topazi ai rubini agli zaffiri. Non è in città vecchia ma a qualche chilometro lungo la costa, il Lighthouse, hotel firmato Geoffrey Bawa, cemento scuro, due magnifiche piscine, spa ayurvedica.  Davanti, la scogliera a picco sul mare.

Commenti

CONDIVIDI