Il rombo cresce, una breve ricorsa e poi via nel cielo, liberi da ore di fila ai traghetti e dai serpentoni di automobili. L’aria come autostrada, l’acqua come parcheggio: è la rivincita dell’idrovolante, romantico aereo vintage in auge negli anni Venti, protagonista di nuove avventure in Italia e all’estero.

 

Un ritorno alle origini del volo, rivisitato in chiave moderna. Si muovono così abitanti e turisti delle Maldive, delle Vergini Americane e dell’arcipelago di Seattle, dove uomini d’affari vivono nelle isole boscose e salgono ogni giorno a bordo dei velivoli per andare al lavoro in città.

 

Quando “bolle l’acqua”, dicono i piloti, il piccolo aereo si innalza nel vento. Basta un’ora per sorvolare l’intero lago di Como, le sontuose ville sull’acqua come l’Oleandra di George Clooney, ma anche il Verbano e il lago di Lugano, magari ammarando davanti al monastero di Santa Caterina del Sasso, di fronte a Ponte Tresa, o a punta Balbianello, a Lenno, dove sorge villa Monzino di proprietà del Fai. È una delle rotte dell’Aeroclub Como, blasonata scuola di volo, che organizza voli mozzafiato spingendosi all’imbocco della Val Chiavenna, e sul lago di Mezzola, tra rocce, cascate, spiaggette di ghiaia: una British Columbia targata Valtellina, dove si visita la chiesa romanica di san Fedelino o si fa picnic sotto la cascata di Albonico.

 

Ma vale la pena anche di assaggiare il couscous di scampi e verdure croccanti o i crostini al tartufo del ristorante preferito da vip hollywoodiani e nostrani, il Gatto Nero di Rovenna, abbarbicato sulle alture sovrastanti Cernobbio. E portarsi a casa un capolavoro in seta alla Tessitura, a Como, il primo “silk concept-store” al mondo, 1600 mq, in un complesso industriale tessile del 1800 secolo. A Tremezzo, si dorme al san Giorgio hotel, fascinosa dimora d’epoca, profumata di glicine, in riva al lago.

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