Non ci sono musei e palazzi, ma pinnacoli di roccia carsica, residuo della barriera corallina di 400 milioni di anni fa, acque limpide, grotte e rocce dalle forme stravaganti.

Un paesaggio lunare come un antico disegno su pergamena nella Cina sud occidentale che ha ispirato nei secoli pittori e poeti. Guilin è l’altro Oriente. Lontano dai casermoni real socialisti di Pechino, le mura finte di Xian, i laboratori che sfornano tarocchi dei marchi più prestigiosi.
Si naviga per decine di miglia lungo il fiume Li a bordo di una delle tante barche o di una giunca di bambù, tra pescatori che catturano i pesci con i cormorani. Davanti agli occhi sfilano villaggi in legno, free climber che sfidano le rocce, bufali che fanno il bagno. In bicicletta si raggiunge Fùli, paesino in pietra e viuzze di ciottoli, famoso per i ventagli artigianali.
Ci si ferma nella cittadina di Yangshuo, tra mercatini di piatti fumanti, bancarelle che vendono i tipici cappelli di contadini. E un boutique albergo il Village Inn (www.yangshuoguesthouse.com) con vista mozzafiato sulla Collina della Luna.

 

Commenti

CONDIVIDI