Fino a qualche anno fa si approdava col rollo, lancia a motore che scaricava uomini e mercanzie, aspettando l’onda giusta per infilare il Pertuso (il buco), il porto più piccolo del mondo. Oggi si arriva sempre soltanto per mare, ma attraccando al pontile. Una trentina di abitanti, quattro asini. Ginostra, incastonata tra le rocce di Stromboli, è tutta qui.

Un’isola nell’isola, ricoperta di ulivi, fichi d’India e limoni, dove la luce è arrivata qualche anno fa, ma solo nelle case (la sera è d’obbligo la torcia), senza auto, la posta che arriva due volte la settimana, la chiesetta di San Vincenzo, un paio di negozi di alimentari, tre ristorantini come il romantico Nonna Assunta. Un’attrazione fatale per happy few che arrancano lungo le mulattiere, prendono il sole sugli scogli perché qui non ci sono spiagge. Si affaccia sulle altre isole e su Iddu, il vulcano guardato con rispetto, la spettacolare terrazza di La casa in blu, maison d’hote in stile eoliano di Emanuela Spada, tre camere con bagno in comune (www.ginostrainblu.com). Da terre e miscele ad acqua è ricavato il colore della casa, azzurra come il mare e il cielo.

Commenti

CONDIVIDI