zaino in spalla

Hanno viaggiato con zaino e sacco a pelo. E vogliono riprovare quell’eccitante senso di libertà.

«Non ho più vent’anni» ha detto Tony Wheeler il viaggiatore editore/autore delle guide Lonely Planet, «ma continuo a viaggiare per conoscere e capire il mondo, e penso di poterlo fare anche se non dormo più in un ostello sgangherato ma in un agriturismo raffinato e se in Asia o in Sudamerica prendo un volo interno low cost invece che passare ore su un bus strapieno. E viaggiatori come me ce ne sono tanti…».

Flashpacker da “flashy” e “backpack”

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Flashpacker vs Backpacker – Foto shutterstock.com

Insomma i backpacker sono diventati “flashpacker” da “flashy” (vistosamente lussuoso) e “backpack” (sacco a pelo), i viaggiatori cheap and chic. Mentre sono in viaggio “on the road” all’avventura, in cerca di esperienze autentiche, non si fanno mancare nulla: possono pernottare con scioltezza in una capanna sulla spiaggia, ma la notte dopo scelgono un hotel de charme. Un fenomeno su cui oggi la stampa specializzata internazionale, che li ha chiamati così, versa fiumi d’inchiostro e che il marketing turistico sta osservando con attenzione.

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Backpack traveler woman – Foto shutterstock.com

E se un tempo la sera i backpacker si riunivano in spiaggia per concerti improvvisati di chitarra, adesso i flashpacker, nomadi abbienti che viaggiano con un corredo di gadget tecnologici da far paura, si raccolgono attorno a chi ha l’iPad dopo essersi ripresi tra loro con la videocamera per documentare in tempo reale su Youtube il loro viaggio. Per essere “always on”, sempre connessi. Un consiglio di un flashpacker convinto? «Avere sempre un abito di ricambio decente e una cravatta nascosti in un sacchetto di plastica in fondo allo zaino», dice Nigel Addison Smith, direttore finanziario di una grande multinazionale.

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