e_quindi_uscimmo_a_riveder_le_stelle

Su più di metà dell’Italia ormai non scende più una vera notte, migliaia di bambini di Parigi, Roma o Londra non hanno mai visto la via Lattea. Lo spettacolo del cielo gremito di stelle è una visione dimenticata per chi vive in città, profetizzava Italo Calvino nel racconto Luna e gnac quando Marcovaldo cercava d’insegnare ai figli la posizione dei corpi celesti e il cielo si confondeva con le insegne pubblicitarie.

Ma ci sono ancora luoghi dove stupirsi davanti a una pioggia di meteore, riconoscere i pianeti ad occhio nudo. Una proiezione in cinemascope gratuita, tanto che in Australia, ogni anno la South Pacific Star Party organizza una festa per 400 persone che si ritrovano tra le foreste di eucalipto del New South Wales per ammirare uno dei cieli più scuri e ricchi di stelle al mondo.

In Liguria, invece, ci si  inoltra nell’entroterra per raggiungere gli uliveti argentati della Valle Nervia con il mare sullo sfondo, i gumbu, i frantoi centenari dell ‘oro giallo del Ponente Ligure, le casette appese alla roccia nei borghi medioevali, i rock villages, li chiamavano i viaggiatori inglesi del secolo scorso che narravano di fragranze di zagare a più miglia dalla costa, tanti erano i limoni coltivati. Risale all’anno Mille Perinaldo, il Poggio delle stelle, un labirinto di scalette e carrugi di ciottoli affacciato come un belvedere sotto il Monte Saccarello, regno di camosci a 2200 metri. Nel paese che ha dato i natali a tre astronomi, tra cui Giandomenico Cassini chiamato a corte dal re di Francia scopritore nel 1700 degli anelli di Saturno, si spazia sul cielo nell’osservatorio incorporato nel municipio, ex convento francescano. A pochi passi, all’aperto, il Giardino delle stelle è un angolo attrezzato per l’osservazione a occhio nudo con postazioni, la grande ruota che punta alla Polare e permette di ritrovare le costellazioni circumpolari e le ‘mire’ posizionate per rilevare la levata o il tramonto di alcune stelle. Il mare è a pochi chilometri. Io, come le tartarughe, devo andare sempre verso l’acqua.

E’ in spiaggia, a Ospedaletti, il mio luogo del cuore. La Playa, trattoria aperta solo a pranzo, che mette in scena insalata di gamberi rossi e carciofi, polpo con patate e colatura di alici, primi di pasta fresca con pesto, vongole, o ragout di pescato. A circa 30 euro.

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