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L’English Harbour, cuore storico dell’isola, dove si affacciano i Nelson’s Dockyard gli antichi arsenali restaurati, quartier generale della Royal Navy, dal 29 aprile al 4 maggio accoglie skipper e equipaggi per l’Antigua Sailing Week, la più importante regata a vela caraibica, e tra le cinque più importanti del mondo.

Habitué del raffinato Terrace, il ristorante dell’Inn English Harbour hotel, aragoste e red snapper eccellenti. Una vocazione, quella della nautica, che risale agli anni Settanta quando Peter de Savary, ricco finanziere della City londinese, armatore di Victory, la barca che sconfisse Azzurra nella Coppa America, creò l’esclusivo St. James’s Club, gemello di quello di Londra, base delle barche che approdano qui.

L’isola è una sfilata di spiagge, 365, come i giorni dell’anno dicono gli abitanti, famose e segrete, incastonate nei crateri dei vulcani. Non tutte affascinanti. Dickenson Bay e Runaway ospitano un’infinità di alberghi, meglio la penisola di Five Island, dove si scoprono Deep Bay o Lignumvitae Bay, lunga e immacolata. Steel band improvvisate animano Darkwood Beach, con i ristorantini che servono aragosta e banane. I sub preferiscono Cades Bay, sulla costa sudovest, ma si spingono fino a Cades Reef, la barriera corallina lunga 4 chilometri. Gigantesche stelle marine spiccano appena oltre la battigia, sull’isoletta privata di Long Island, di fronte alla costa orientale, che ospita il fastoso Jumby Bay Hotel. Sulla stessa isola, a Pasture Bay, le tartarughe ritornano ogni anno, tra aprile e maggio, a deporre le uova.

 

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