b2ap3_thumbnail_Jose-Salvador-Albarengo.jpgLa storia è rimbalzata su giornali e siti di tutto il mondo. Jose Salvador Alvarenga, pescatore di El Salvador di 37 anni, è il protagonista del Cast Away dei nostri giorni. 14 mesi in balia dell’oceano su una barca di sette metri, 5.500 miglia alla deriva dal Messico alle isole Marshall. Niente da bere né da mangiare, solo sangue di tartarughe, pioggia e la propria urina. Il suo compagno di viaggio, un ragazzino di 15 anni, non ce l’ha fatta, non riusciva a mangiare pesci crudi e uccelli. 

 

All’arrivo a Majuro, Isole Marshall, Jose Salvador Alvarenga, ricorda in maniera sorprendente quello di Tom Hanks in Cast Away: capelli lunghi (diventati rossi per il sole), barba incolta, pelle corrosa da sale e raggi solari. E, Coca Cola alla mano (mah), tante cose da raccontare di quei lunghi mesi in cui, ammette, “ho pensato tanto al suicidio, prima di aggrapparmi a Dio pregando ogni minuto”.

 

Una storia che ha dell’incredibile. Davvero. Tanto che dopo lo stupore iniziale aumentano sempre di più coloro che non sembrano credere del tutto al pescatore. A partire dal segretario agli Esteri delle Isole Marshall che ha raccolto il suo racconto: “Una storia pazzesca, ho difficoltà a prenderla sul serio. Quando l’ho visto sbarcare dalla nave che lo ha portato qui non aveva nulla dei naufraghi che abbiamo raccolto in passato“. 

 

E in effetti, le prime foto pubblicate mostrano un volto ben in carne, le guance ben gonfie. Possibile che abbia questo aspetto una persona che ha vissuto per 14 mesi con una dieta a base di sangue di tartaruga, urina e gabbiani? La risposta arriva dal dottore che lo ha avuto in cura in questi giorni: il gonfiore può essere causato dall’edema che lo ha colpito, e la lunga permanenza in balia di sale e sole han fatto il resto. Ovviamente c’è anche chi garantisce, come Jack Niedenthal, un cineasta che vive a Majuro, che “Jose Cammina male, le sue gambe sono molto rinsecchite. Non credo si tratti di una bufala, penso che abbia avuto un bel po’ di problemi in mare al largo”.

 

I dubbi più grandi sorgono però circa l’alimentazione: è davvero possibile sopravvivere bevendo la propria urina? E i gabbiani, è così facile catturarli in mezzo all’oceano? In questo caso la risposta è no per entrambe le questioni. Così come è negativo il responso circa la rotta compiuta da Jose: poco sopra l’Equatore di solito le correnti ti spingono dal Messico con forza verso ovest, è difficile che pieghi verso nord arrivando alle Marshall. 

 

Difficile, comunque, non è impossibile. Come non è impossibile che questa incredibile storia sia vera: in fondo, perché raccontare una frottola? Possibile che, per una volta, la realtà non possa superare la fantasia?

 

Che sia vero o falso, quel che è certo è che Jose ha ancora tanto da raccontare del suo viaggio. E magari, qualche migliaio di chilometri più a nord, qualche produttore di Hollywood sta già pensando di farne un film. Cast Away 2 – Alla deriva. Suona bene, no?

 

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